PALERMO – Un passo avanti formale che non basta a placare l’esasperazione e la diffidenza. Si è concluso tra fortissime tensioni il vertice svoltosi questa mattina all’Assessorato regionale delle Attività Produttive tra i sindacati che seguono la vertenza degli ex dipendenti Almaviva e il governo regionale. Sul tavolo, il delicato passaggio per l’attivazione del servizio del Numero Unico di Risposta 116-117, che dovrebbe assorbire il personale rimasto senza tutele.
Al centro dell’incontro la comunicazione, da parte dell’assessore alle Attività Produttive Edy Tamajo, dell’avvenuta sigla del primo atto esecutivo per la realizzazione dell’infrastruttura tecnologica che ospiterà la centrale unica. Un provvedimento atteso da mesi e firmato dal nuovo assessore alla Salute, Massimo Caruso, intervenuto per sbloccare i nodi finanziari e operativi del progetto.
Tamajo: “Primo atto firmato, ma sono arrabbiato per i ritardi”
“Ora è arrivato l’assessore Caruso che ha preso in mano la questione e ha già firmato il primo atto che riguarda la realizzazione dell’infrastruttura che ospiterà il servizio 116-117, sia per l’ospedale Cervello che per il Civico”, ha spiegato l’assessore Tamajo nel corso del suo intervento, non nascondendo una profonda irritazione per le lungaggini burocratiche che hanno caratterizzato la vicenda.
“Questo è il primo atto. Abbiamo impiegato molti mesi per una cosa che, secondo me, si poteva fare in due giorni; per questo si è impiegato quasi un anno per fare questo tipo di intervento. E io di questo sono arrabbiato”.
“Cercheremo di fare tutto in tempi brevissimi”
Tamajo ha poi voluto rassicurare sulla ferma volontà di chiudere la partita in tempi rapidi, nonostante le scadenze estive: “Da parte di questo governo c’è l’intenzione di concludere questo percorso, questo procedimento. Andremo sempre avanti cercando di essere velocissimi e rapidissimi per concludere finalmente questa prima fase. Cercheremo di fare tutto in tempi brevissimi, anche se siamo a cavallo della stagione estiva, noi continueremo a lavorare”.
Caruso: “Massima celerità, sbloccate le risorse finanziarie”
Il neoassessore alla Salute, Marcello Caruso, ha voluto sottolineare l’impegno profuso fin dal suo insediamento per sbloccare la vertenza: “Questa vicenda è stata sicuramente seguita con grande interesse dal governo tutto. Per quanto mi riguarda, ricopro il compito di dover coordinare l’Assessorato alla Salute solo da pochissimo, ma mi sono trovato dinanzi al primo problema che era quello di fare andare avanti il progetto dotandolo delle necessarie risorse finanziarie”.
Caruso ha quindi spiegato il valore del decreto appena siglato: “Mi sono immediatamente prodigato a firmare il decreto, che è già esecutivo, e che assegna al Civico di Palermo, come soggetto che alla fine curerà la parte della gara, tutte le procedure. Massima celerità da parte mia, credo che sia stato concretizzato un atto importante che sblocca la situazione. Le nostre aspettative sono vicine alle vostre, comprendiamo bene quanto questo percorso sia importante per le aspettative legate a tante persone che confidano nella definizione di questo progetto”.
Schifani: “Passo avanti verso l’attivazione”
“Si tratta di un ulteriore passo in avanti – commenta il presidente della Regione Siciliana, Renato Schifani – verso l’attivazione del servizio del numero unico per le cure non urgenti che avrà una sede a Palermo e una a Catania. Questo conferma il fatto che il mio governo ha sempre lavorato con discrezione per portare a compimento la realizzazione di questo progetto e, parallelamente, trovare una soluzione a favore dei lavoratori ex Almaviva”.
Nodi aperti: contratti, coperture e l’incognita assunzioni
Nonostante l’annuncio della firma, restano ancora da sciogliere diversi nodi tecnici e contrattuali sollevati dalle sigle sindacali. Tra questi, la durata della copertura economica del servizio e la tipologia di inquadramento per i lavoratori. “È stata posta anche la questione relativa al contratto – ha ricordato Tamajo -, perché c’è la pressione di qualcuno che vorrebbe fare un contratto multiservizi, mentre l’orientamento dovrebbe essere per il contratto delle telecomunicazioni”.
Sulla delicata questione del reclutamento del personale, l’assessore alle Attività Produttive ha però precisato che la Regione non avrà un ruolo diretto nella selezione: “Sull’operazione di reclutamento, voi sapete che io non ci sono, non esisto. Sarà l’azienda che si occuperà di questo a reperire le risorse umane, in base ai criteri che poi saranno stabiliti per legge o in base agli accordi con le sigle sindacali”.
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Proteste all’uscita: esplode la rabbia dei lavoratori
Le rassicurazioni sui tempi della politica e l’annuncio dei mesi necessari per i lavori (stimati in almeno 3 o 4 mesi solo per la messa a punto dell’infrastruttura tecnologica) non hanno convinto i lavoratori ex Almaviva. Se all’interno della stanza il confronto è rimasto circoscritto ai rappresentanti sindacali e ai membri del governo, la tensione è andata oltre i livelli di guardia subito dopo, sulla soglia dei locali dell’assessorato.
All’uscita dei delegati, la frustrazione per un’attesa che dura da quasi un anno è sfociata in proteste. “Siamo qui a farci prendere in giro”, è stato lo sfogo amaro e ripetuto da parte di alcuni dei lavoratori che attendevano fuori, convinti che i passaggi burocratici stiano soltanto prolungando lo stato di incertezza e precarietà in cui versano centinaia di famiglie. La firma apposta sul protocollo segna un passo formale, ma la strada per il riassorbimento effettivo e la serenità dei lavoratori appare ancora tutta in salita.



