PALERMO – Sciopero e sit-in a Palermo, davanti alla sede della prefettura, di un centinaio di lavoratori Almaviva Contact, contro il piano da 2.988 esuberi annunciato su scala nazionale. Per oggi i sindacati hanno proclamato una giornata di sciopero in tutte le sedi dell’azienda, mentre a Roma è stata indetta una manifestazione nazionale. Ieri si è concluso con un ulteriore rinvio al 30 maggio, al ministero dello Sviluppo economico, del tavolo di crisi convocato dal vice ministro Teresa Bellannova con le parti sociali. Senza una soluzione sulla vertenza, dal 5 giugno si procederà ai licenziamenti. Nel vertice di lunedì il governo aveva proposto un pacchetto di ammortizzatori sociali per 36 mesi, ma l’ipotesi non convince i sindacati, mentre Almaviva chiede soluzioni strutturali non basate solo sul ricorso agli ammortizzatori sociali.
“Per la Presidenza del Consiglio, in totale sintonia con il Ministero dello Sviluppo Economico, le soluzioni individuate al Tavolo del Mise sono le uniche, in questa fase, in grado di garantire una via d’uscita alla complessa vertenza Almaviva”. È quanto si legge in una nota. Questo è “quanto è emerso nel corso dell’incontro a Palazzo Chigi tra il Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Claudio De Vincenti e una rappresentanza sindacale dei lavoratori del Gruppo”.
“Riproporre al tavolo del Mise un accordo rifiutato dal 95 per cento dei lavoratori è uno schiaffo alla loro dignità e un gesto che punta a mettere con le spalle al muro i circa 3 mila operatori di Almaviva che rischiano di perdere il lavoro a partire dalla prossima settimana”. Lo afferma il deputato di Sinistra Italiana Erasmo Palazzotto. “Il governo non può limitarsi a certificare che ci sia uno stato di crisi del settore dei call center – continua Palazzotto – deve intervenire concretamente per mettere fine alla barbarie delle gare al massimo ribasso e alle delocalizzazioni che hanno messo in ginocchio il settore. E soprattutto mettere a disposizione risorse in cambio di garanzie dell’azienda sul futuro occupazionale. Siamo a fianco dei lavoratori e delle loro forme di lotta, anche estreme, perché stanno difendendo la dignità del proprio lavoro e il futuro del paese”, conclude Palazzotto.

