PALERMO – “Il paventato passaggio dei 175 lavoratori dell’ex Amia Essemme all’Amap rischia di provocare il fallimento dell’azienda di via Volturno, che non ha le risorse necessarie per assumere questi operai e pagare loro lo stipendio”. Lo denuncia Angelo Figuccia, consigliere comunale di Forza Italia che prosegue: “Stamattina, con i colleghi della Terza Commissione Consiliare, abbiamo ricevuto il vice presidente dell’Amap Michelangelo Salamone e il direttore generale Giuseppe Ragonese per fare il punto della situazione di un’azienda finora sana e con i conti a posto. Ma, sul futuro dell’ex municipalizzata che si occupa dell’acqua pubblica pende una vera e propria spada di Damocle, i 175 operai che erano all’Amia Essemme, dichiarata ormai fallita, e che si occupano della pulizia delle caditoie. I due dirigenti dell’Amap non hanno nascosto le proprie perplessità su quest’operazione, che rischia quindi di “infognare” l’azienda, che si troverebbe con ben 175 nuovi dipendenti ma senza le risorse necessarie per assicurare loro lo stipendio. “Se da un lato è giusto garantire un posto di lavoro a chi lo ha perso, dall’altro non è concepibile che, così facendo, si mette a rischio la sopravvivenza di un’azienda virtuosa. Orlando, che il sindaco lo sa fare, smetta di brancolare nel buio e di stare con le mani in mano, ma garantisca all’Amap le risorse necessarie perché l’azienda possa integrare il servizio di pulizia delle caditoie e i relativi lavoratori, senza rischiare il fallimento”.
“Il consigliere Figuccia dimostra con le sue affermazioni – dice Francesco Bertolino del Mov139, presidente della commissione Bilancio – di avere una conoscenza superficiale rispetto al passaggio dei lavoratori ex Spc, oggi Amia Essemme. L’amministrazione sin dal suo insediamento ha ritenuto utile pensare che il rientro di questi lavoratori all’Amap avrebbe consentito un migliore utilizzo delle risorse e un miglioramento del servizio reso alla citta’. Questi lavoratori specializzati, sono stati negli anni mortificati della loro professionalità, creando un disservizio che oggi la città paga a caro prezzo. Il loro eventuale imminente rientro in Amap, tra l’altro detentrice del servizio secondo il contratto vigente, permetterà di riorganizzare al meglio il servizio stesso. Gli operai specializzati ex Spc rappresentano un’opportunità per l’azienda Amap, che potrà contare non solo nella migliore gestione e manutenzione delle caditoie, ma anche nel poteziamento di alcuni servizi, ad esempio nel pronto intervento fognario, che oggi è in crisi”.
“Voglio ricordare che il contratto di servizio per le caditoie – dice Maurizio Lombardo del Mov139 e componente della Terza commissione – prevede che le somme vadano per interno ad Amap, circa 7,2 milioni, e successivamente questa ne gira alla fallita Amia, oggi Rap, solo 4,2 a fronte di un costo dei soli dipendenti di 6,2 milioni. L’Amap chiude il bilancio in attivo di 4 milione e di certo non sarà questa operazione a portare al fallimento l’azienda. Il servizio torna alla gestione iniziale nella società competente “.

