PALERMO – Dipendenti dell’Amat senza stipendi, i Cobas sollecitano l’azienda. In una lettera indirizzata al presidente Antonio Gristina, il coordinatore regionale dei Cobas Lavoro Privato settore Trasporti-Tpl, Carlo Cataldi, rende noto il malcontento dei lavoratori che ancora oggi non hanno notizie sugli emolumenti di marzo. “Poiché il presidente Gristina – scrive Cataldi – non ha avuto l’accortezza di informare i lavoratori di tali ritardi, è aumentato il clima di tensione che già serpeggia in azienda. Al fine di rassicurare i lavoratori e le loro famiglie, codesta organizzazione sindacale chiede risposte immediate al riguardo e data certa delle retribuzioni spettanti”.
Retribuzioni che non hanno percepito nemmeno i 20 autisti reclutati tramite un’agenzia di lavoro interinale. “Ad oggi – sottolinea il coordinatore regionale dei Cobas – l’Amat non ha prorogato i contratti di questi lavoratori che, secondo le previsioni, dovevano rimanere in servizio fino a maggio. Lo scorso 29 marzo sono scaduti i contratti, evidentemente non rinnovati perché l’azienda non ha ancora a disposizione le risorse economiche”.
A marzo i Cobas hanno proclamato lo stato d’agitazione dei lavoratori. “Dopo il vertice in prefettura – ricorda Cataldi – abbiamo sospeso lo sciopero. Malgrado la nostra condotta responsabile, l’Amat non ha dato nessuna risposta alle criticità da noi sollevate. Il management si ostina a difendere scelte scellerate che hanno compromesso l’organizzazione del lavoro ed hanno messo a rischio la stessa tenuta economico-finanziaria dell’azienda”.
“La Regione sta condannando i palermitani ad avere un servizio di trasporto locale inesistente, dato che inspiegabilmente non versa all’Amat spa, partecipata del Comune di Palermo, i trasferimenti che pure gli spetterebbero”, dicono Claudia Mannino e Riccardo Nuti che hanno presentato un’interrogazione parlamentare. “Un incredibile “buco” – sottolineano i due parlamentari – che sta determinando una pesante ricaduta in termini di funzionamento e di efficienza sulla tenuta complessiva del sistema di trasporti nel capoluogo siciliano, nel quale si riscontra un generale stato di inadeguatezza dei servizi offerti ai cittadini. Nell’atto – specificano ancora Nuti e Mannino – si chiede al ministro quali misure e/o iniziative di competenza intenda assumere per agevolare l’attività di collaborazione istituzionale tra il Comune di Palermo e la regione Siciliana e quali azioni e/o provvedimenti di competenza intenda porre in essere per assicurare la tempestiva erogazione da parte della Regione Siciliana di tutti i corrispettivi dovuti al Comune di Palermo. La situazione è di emergenza assoluta considerando che, nonostante da oltre sei mesi segnaliamo l’allarmante situazione dei conti di Amat e nonostante le reazioni aggressive e risentite dei vertici aziendali e dell’assessore Giusto Catania, la preoccupazione per i conti di Amat è stata confermata nelle ultime settimane anche dai revisori contabili, costringendo il presidente Gristina ad ammettere l’esistenza di una problematica finanziaria. L’inadempienza della Regione Sicilia ha un peso specifico elevato considerando soprattutto che l’ammontare dei debiti dell’azienda è ben più ampio. Lascia però perplessi da una parte il mancato esercizio del “controllo analogo” da parte del Consiglio comunale e dall’altra l’indifferenza nei confronti della grave situazione del bilancio Amat da parte dell’Assemblea Regionale Siciliana. Delle due l’una: o c’è dietro una precisa volontà politica o è “semplice” ma colpevole disinteresse”.
LA REPLICA DI AMAT
“Come sempre è avvenuto, e come sempre avverrà, anche questo mese le retribuzioni spettanti ai dipendenti sono state versate – dice il presidente Amat Antonio Gristina – Nessuno deve temere per la giusta corresponsizione delle proprie spettanze, che seppur talvolta con qualche giorno di ritardo sono state e sempre saranno garantite. Voglio inoltre precisare che Amat ha sottoscritto un contratto con un’agenzia di lavoro interinale, selezionata con procedura ad evidenza pubblica, e non con i singoli operatori di esercizio, individuati dalla stessa agenzia, unica titolare del rapporto contrattuale con gli stessi. Amat pertanto provvederà a pagare secondo le condizioni contrattuali previste esclusivamente la società di lavoro interinale. La nostra azienda ha sempre rappresentato in tutte le sedi competenti la realtà della propria condizione economico-finanziaria con grande serietà, trasparenza e senso di responsabilità, proprio con l’obiettivo di definire nelle sedi opportune le giuste soluzioni strutturali a difesa e salvaguardia dell’intera azienda. Non si può considerare allo sbando una società che ha realizzato nel 2016 l’intero servizio di trasporto pubblico richiesto, che ha prodotto un milione di chilometri aggiuntivi col tram senza ulteriori corrispettivi e che, al netto di ricavi straordinari, ha incrementato il proprio valore della produzione del 4%”.

