"Amat, non vogliamo un'altra Amia| Diciamo sì a Ztl e tram"

“Amat, non vogliamo un’altra Amia| Diciamo sì a Ztl e tram”

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Il capogruppo del Pd a Sala delle Lapidi sul contratto di servizio: "Se dobbiamo chiedere un sacrificio ai cittadini per rilanciare Amat, allora lo si faccia offrendo un abbonamento gratuito per i mezzi di trasporto. Se si deve pagare lo si faccia per una mobilità davvero sostenibile, insensato far pagare poco a tutti".

filoramo (pd)
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5 min di lettura

PALERMO – Affidare il tram all’Amat, rivedendo però il management dell’azienda e puntando sul trasporto piuttosto che su servizi come segnaletica, strisce blu o rimozione auto. E ancora sì alla Ztl, ma dando in cambio abbonamenti gratuiti per gli autobus perché “è insensato far pagare poco a tutti per continuare ad inquinare”. Rosario Filoramo, capogruppo del Pd a Sala delle Lapidi, dà la sua ricetta sul contratto di servizio che questa settimana dovrebbe approdare in consiglio comunale.

“Il tram, per colpevole ritardo di chi governa questa città, è ancora fermo sui binari – dice Filoramo – dopo un investimento di circa 300 milioni di euro, il maggiore investimento degli ultimi 20 anni, quest’opera pubblica rischia di divenire l’emblema della crisi di questa città. Ai ritardi nella consegna dell’opera e nella rimodulazione del contratto di servizio al fine di assegnare la gestione del tram all’Amat, si è sommata la penosa melina che l’amministrazione ha esercitato affinché il contratto di servizio giungesse al consiglio comunale solo allo spirare dei termini per la sua approvazione, sottoponendolo al solito ricatto della rapida trattazione e relativa approvazione. O bere o affogare”.

Il Pd in questi mesi ha tuonato a più riprese contro la rimodulazione del contratto che prevede anche un introito da 30 milioni di euro dalle Ztl per far restare a galla l’azienda di via Roccazzo. “Più volte ho contestato l’utilità dello strano accoppiamento tram-Ztl, sia sul piano della logica e della coerenza con i provvedimenti di riduzione del parco automobili privato nonché di contrasto all’inquinamento, sia dal punto di vista finanziario in quanto, per la natura disincentivante del provvedimento, l’obiettivo stride con quello di fare pagare, secondo le previsioni dell’amministrazione, 250mila auto per il rilascio del pass. E se i richiedenti il pass dovessero essere in numero minore, fatto auspicabile sul piano della riduzione dell’uso del mezzo privato, si ridurrebbe di conseguenza la cifra da trasferire ad Amat con le conseguenze del caso. Il tram è un’opera pubblica che, con tutte le sue criticità, è costata molto ed è fortemente invasiva: sarebbe andato meglio puntare su una struttura più agile, che comunque adesso fa parte del nostro patrimonio cittadino. Bisogna metterla in funzione al più presto, può risolvere parte dei problemi della mobilità palermitana”.

Il problema è, per l’appunto, l’affidamento della gestione. “Affidarne la gestione ad Amat sarebbe la scelta più vantaggiosa per il Comune che ne controlla interamente le azioni – continua Filoramo – ma l’Amat è in pesante crisi, una crisi finanziaria pari a quella di Amia, crisi organizzativa e con un management tipico delle municipalizzate di trent’anni fa. L’Amat è in questo momento l’azienda comunale di questa città che offre il peggior servizio pubblico. L’uso dell’autobus quale mezzo di trasporto abituale a Palermo non è considerato: incertezze sulla puntualità delle corse, assenza di corsie preferenziali (che l’attuale giunta ha ridotto), i ripetuti guasti che ne fanno saltare le corse, ne fanno un mezzo residuale. Solo quando non esiste altra possibilità il cittadino prova a muoversi col bus. E’ chiaro che anche per noi del Pd, Amat con i suoi lavoratori rimane una risorsa da difendere e valorizzare, ma stavolta il sindaco non deve fare bere alla città la medesima soluzione optata col salvataggio di Amia-Rap, dove decise di non buttare il bambino tenendo però l’acqua sporca. Amat va rilanciata, ma è necessario che il suo management venga sostanzialmente rivisto, così come sarà necessario chiedere uno sforzo straordinario ai suoi lavoratori per concentrarsi sul core business, il trasporto. Ritengo un errore continuare ad affidare servizi ad Amat quali segnaletica, rimozione, zone blu e ora Ztl che finiscono per distrarre l’azienda dagli obiettivi principali, cioè fornire un reale servizio di trasporto pubblico cittadino. D’altra parte il Comune dovrà fare il massimo sforzo per individuare le risorse per l’acquisto di nuovi mezzi con la formula del leasing, che garantisca la reale manutenzione dei bus per i prossimi dieci anni. Esistono formule che prevedono per il fornitore di occuparsi della manutenzione dei mezzi per dieci anni, con l’obbligo contrattuale di garantire sempre almeno il 90% dei mezzi funzionanti. Insomma, servono mezzi nuovi e garanzie sulla loro reale disponibilità e l’adozione di tutti quei provvedimenti alla viabilità che assicurino la priorità di marcia ai bus. Tanto più necessario assicurare senza soluzione di continuità e medesima frequenza, con l’utilizzo del gommato, il collegamento tra le stazioni tram di Notarbarto e della stazione centrale. Ancora, il Comune dovrà vietare a tutti i servizi extraurbani l’accesso nella zona Ztl causa di rallentamenti nelle poche corsie preferenziali esistenti”.

Non manca anche una stoccata alla Regione che deve ”esercitare la competenza sul trasporto pubblico locale facendosi promotore di un tavolo tecnico che coinvolga Trenitalia e Amat, affinché si arrivi immediatamente ad un accordo di integrazione sia modale che tariffaria di tutti i servizi di trasporto metropolitano. Dobbiamo offrire ai cittadini la possibilità di spostarsi in città passando dal bus al tram e al treno con certezza delle frequenze e con un unico titolo di viaggio integrato. Amat e Trenitalia da dieci anni discutono di integrazione , la Regione li obblighi a trovare un accordo”.

Il nodo più “caldo” resta però la Ztl. “L’abbiamo già votata in modo convinto nel Pgtu. La Ztl dovrà essere una scelta virtuosa, che migliori qualitativamente il nostro centro cittadino. La Ztl ci dovrà consentire di avere strade ordinate e percorribili con i mezzi pubblici, garantendo l’accesso limitato ai residenti e al carico e scarico merci regolamentato. Se dobbiamo chiedere un sacrificio ai cittadini per rilanciare Amat, allora lo si faccia offrendo un abbonamento gratuito per i mezzi di trasporto. Se si deve pagare lo si faccia per una mobilità davvero sostenibile, insensato far pagare poco a tutti, ma per continuare ad inquinare”.

LE REAZIONI
“Il consiglio comunale deve procedere in tempi celeri alla trattazione del contratto, individuando le risorse necessarie al funzionamento dei servizi ed effettuando l’affidamento del tram che deve partire subito. Sulle Ztl, che rimangono uno strumento fondamentale per ridurre l’inquinamento e migliorare la viabilità, si apra un dibattito per migliorare la proposta nell’interesse dei cittadini”. Lo dice Salvo Alotta del Pd.

 

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