ROMA – Il decreto Caivano ha comportato un aumento del 50% della presenza dei giovani negli istituti penali per i minorenni (Ipm). La denuncia arriva dal rapporto di Antigone sulla giustizia minorile in Italia dal quale emerge che “per la prima volta gli Ipm hanno conosciuto il sovraffollamento”.
Alla fine del 2022 negli istituti erano presenti 381 minori, diventati 572 alla fine del 2025. Tra il 2023, anno del decreto, e il 2024, la presenza media giornaliera di ragazzi negli Ipm è passata da 425,1 a 556,3, facendo segnare un +30,9%. E gli ingressi in carcere sono aumentati di oltre il 10%.
“Nonostante dal primo gennaio 2023 il contributo destinato ai Comuni per ciascun minore straniero non accompagnato sia stato leggermente aumentato, le risorse restano gravemente insufficienti. Di fatto gli Enti locali si trovano a sopperire con fondi propri alle carenze del sistema accoglienza”. E si prevede per i prossimi tre anni una riduzione di fondi dal governo “di circa 50 milioni”. E’ quanto emerge dall’ottavo rapporto di Antigone sulla giustizia minorile italiana “Io non ti credo più”.
Inoltre, al 31 dicembre 2025, i posti disponibili nel sistema Sai (Sistema accoglienza integrazione) erano complessivamente 41.289, di cui 6.646 a disposizione dei minori stranieri non accompagnati. A fine 2025 questi erano circa 17mila. In calo rispetto al 2023 quando le presenze hanno raggiunto il picco di oltre 23mila. A non avere un posto – come riporta il dossier – sarebbero quindi circa 11mila minori stranieri non accompagnati.

