PALERMO – “E’ un vero e proprio accordo capestro quello che sono stati costretti ad accettare i 199 ex dipendenti dell’Aps, che, pur di non rimanere senza lavoro, hanno dovuto sottoscrivere un contratto con orario part-time con l’Amap”. Lo afferma Angelo Figuccia, consigliere comunale di Forza Italia, che prosegue: “Stamattina, con i colleghi della Terza Commissione Consiliare, abbiamo ricevuto in audizione il presidente dell’azienda di via Volturno, Maria Prestigiacomo, il suo vice Alessandro Di Martino e il consigliere d’amministrazione Bruno Calandrino. Nel corso del colloquio, abbiamo affrontato, tra le altre, proprio la questione dei 199 ex dipendenti Aps, che dopo una lunga e travagliata trattativa, hanno evitato di perdere il lavoro e finire in mezzo ad una strada soltanto accettando il part-time. Ma, i numeri sembrano dire un’altra cosa. A cominciare dai 15 milioni di euro che l’Amap conta di incassare ogni anno dai 33 Comuni della nostra provincia che hanno stretto un accordo con la stessa Amap. Di questi 15 milioni, poco meno di 5 serviranno a pagare gli stipendi ridotti ai 199 dipendenti, mentre con i restanti 10 milioni di euro l’Amap conta di pagare tutte le spese, a cominciare dall’esosa bolletta per la fornitura di energia elettrica, necessaria per far funzionare gli impianti di distribuzione dell’acqua. Ma davvero serviranno 10 milioni di euro l’anno per sostenere queste spese? Non era il caso che prima Orlando disponesse un monitoraggio e poi fare i conti reali? Probabilmente, con una gestione più oculata, le spese di gestione potrebbero essere ridotte e concedere così più ore lavorative ai dipendenti in modo di assicurare salari più dignitosi”.
Ma arriva subito la replica della Prestigiacomo: “Considerato che la regione consente ad ogni comune di gestirsi in proprio, che i 199 lavoratori erano distribuiti su 52 Comuni e che Amap ne ha presi in carico soltanto 33 e che la legge regionale in base alla quale stiamo assumendo recita “secondo il fabbisogno”, Amap doveva assumere 118 lavoratori. Il Comune di Palermo ha trovato un accordo con le forze sindacali per prenderli tutti e 199 ma mantenendo il buget che Amap aveva previsto per mantenere la sostenibilità economica-finanziaria di tutta l’operazione. quindi tutti ma part-time. Considerato che abbiamo ereditato Comuni in cui grazie alla fallita Aps non si faceva manutenzione da 10 anni, le spese da sostenere non sono soltanto quelle del personale ed anche se le previsioni sono di incassare 15 milioni anno con la bollettazione per le sole spese vive, i primi 4 anni spenderemo più di quanto incasseremo. Non si poteva quindi prendere tutto il personale a tempo pieno. I 199 lavoratori sono ripagati da essere assunti in una società pubblica a tempo indeterminato. E’ chiaro che se entreranno altri Comuni nella compagine di Amap la situazione del part-time sarà rivista”.

