Alla Regione siciliana, il Documento di programmazione economica e finanziaria del governo Conte non piace. Per almeno un paio di motivi. Primo: non si tiene conto delle differenze strutturali dal punto di vista economico tra Nord e Sud (tanto per cambiare). Secondo, nulla si dice sulla riduzione o sull’azzeramento del contributo delle regioni al risanamento dei conti.
Oggi l’assessore regionale all’Economia Gaetano Armao ha relazionato alla commissione Bilancio della Camera, che sta facendo delle audizioni sul Def 2020. Nel quale, secondo l’esponente del governo Musumeci, “occorre inserire decise ed imprescindibili misure di immissione di liquidità diretta, in particolare per le imprese del Sud, mediante contribuzioni a fondo perduto quale condizione necessaria, anche se non sufficiente, per recuperare la prospettiva di una crescita possibile e soprattutto non socialmente distruttiva. Non può infatti ritenersi sufficiente, sopratutto nel Sud, il sostegno per l’accesso al credito, come chiarito dalla stessa Banca d’Italia”.
Insomma, non basta dire andate in banca a farvi prestare i soldi in un tessuto economico fragile come quello meridionale. Che è travolto dagli effetti del lockdown con numeri tragici. “Più specificamente – spiega Armao – il fatturato medio delle aziende siciliane subirà una contrazione di 10,5 punti percentuali nel 2020 e di ulteriori 4 punti nel 2021, mentre tra i settori produttivi principalmente percorsi dall’epidemia da COVID-19 vi sono il turismo e i trasporti, stimando per la Regione Siciliana una potenziale perdita del fatturato 2020, per tali settori, compresa tra il 10% e il 20%, esponendo le imprese siciliane ad un rischio di default che è 4 volte superiore che nel Centro-Nord”. Un disastro. Che si sta già consumando: “In Sicilia, secondo lo studio dell’Assessorato all’economia-Regione Siciliana, il blocco delle attività produttive all’interno della Regione ha interessato il 43% delle unità locali e genera, per ogni mese di blocco, una riduzione di fatturato pari a oltre 2,8 miliardi di euro”.
C’è poi il tema del contributo al risanamento della finanza pubblica. Un miliardo di euro che lo Stato preleva dalla Regione. E che con l’allentamento delle misure comunitarie, la Sicilia spera di trattenere. Una “più che legittima richiesta” quella formulata dalle Regioni a statuto speciale, dice Armao, “veder ridotto o, come prospettato, azzerato per il 2020 ed il 2021, il contributo al risanamento della finanza pubblica che per la sola Regione Siciliana ammonta a 1,1 miliardi di euro per far fronte alle drastiche previsioni di minor entrata. Questione che diviene ineludibile, adesso, per il Governo nazionale. Ma della segnalata riduzione non é dato riscontrare segno alcuno nel testo del DEF, nonostante le formalizzazioni e le riunioni tenute, e pertanto il Documento, anche sotto tale profilo, va integrato”.

