PALERMO – Arrestato sei anni fa per corruzione e ancora sotto processo, il dirigente regionale Giancarlo Teresi è stato ritenuto “indispensabile” dai vertici dell’amministrazione regionale. Insostituibile a tal punto da chiedergli di restare in servizio nonostante avesse raggiunto l’età pensionabile.
Dove lavora e cosa fa Teresi
Un decreto dell’assessorato delle Autonomie locali gli consente di restare in servizio altri due anni fino a al settantesimo compleanno. Spostato dal dipartimento Infrastrutture Mobilità e Trasporti al dipartimento Regionale tecnico ha mantenuto comunque le vecchie funzioni.
Nel contesto delle indagini che oggi lo riportano in carcere assieme all’imprenditore e mafioso Carmelo Vetro emerge come ben due direttori generali dei dipartimenti inquadrati nell’assessorato Infrastrutture, Salvatore Lizzio e Duilio Alongi, hanno sollecitato Teresi a presentare la domanda per restare in servizio.
Ci sarebbe la sua regia dietro l’assegnazione, direttamente o indirettamente, a Vetro dei lavori nei porticcioli di Marinella di Selinunte e Donnalucata e negli interventi sulle spiagge di Scicli e Terrasini nel Palermitano. I suoi servigi, secondo l’accusa, sarebbero stati ripagati con le tangenti.
I suoi incarichi da Rup
In virtù della sua permanenza in servizio Teresi si occupa come responsabile unico del procedimento degli appalti milionari per la manutenzione straordinaria delle banchine delle isole Eolie, la messa in sicurezza dei porti di Balestrate, Menfi e Castellammare del Golfo.
Teresi è un cognome noto alle cronache giudiziarie e non solo perché suo padre Giovanni fu condannato per mafia (faceva parte del mandamento di Santa Maria di Gesù, ai tempi in cui dettava legge Stefano Bontade). Nel 2020 fu arrestato su richiesta della Procura di Messina, allora diretta da de Lucia, sempre per corruzione quando era ingegnere capo del Genio civile di Trapani.
Il processo, ancora in corso, riguarda la commessa da un milione per il dragaggio nel porto di Mazara del Vallo, nel Trapanese. Un imprenditore fu fotografato mentre contava il denaro consegnato Teresi che poi lo avrebbe utilizzato per il passaggio di proprietà di una machcina: “Quattro, cinque, sei, sette… cento. Okay?”. “Grazie – aveva risposto Teresi – grazie. Vado a fare questo passaggio”.

