Scandalo misure di prevenzione | Arrestati un professore e un legale - Live Sicilia

Scandalo misure di prevenzione | Arrestati un professore e un legale

Peculato e falso. Luca Nivarra (nella foto) è ordinario all'Università.

L'INCHIESTA PALERMO
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PALERMO – Un nuovo scandalo travolge il Tribunale di Palermo e contemporaneamente l’avvocatura e il mondo accademico.

Agli arresti domiciliari finiscono gli avvocati Luca Nivarra, 59 anni, ordinario di Diritto privato all’Università di Palermo, e Fabrizio Morabito, 50 anni. Sono entrambi amministratori giudiziari e hanno anche gestito per conto del Tribunale civile di Palermo il patrimonio di un facoltoso siciliano. Nivarra, molto noto negli ambienti di della sinistra cittadina, nel 2012 si candidò al consiglio comunale nella lista che univa Rifondazione comunista e Verdi a sostegno di Leoluca Orlando. Raccolse 341 voti che non servirono ad entrare a Sala delle Lapidi, ma impegno e militanza non sono venuti meno. È stato anche presidene dell’Accademia di Belle Arti.

Ed è proprio mentre amministravano una cinquantina di immobili che si sarebbero intascati i soldi degli affitti. I pubblici ministeri Sergio Demontis (procuratore aggiunto), Francesca Dessì e Claudia Ferrari (sostituti) gli contestano un peculato da 325 mila euro. Secondo il giudice per le indagini preliminari Nicola Aiello, che ha firmato l’ordinanza di custodia cautelare, ci sarebbe il rischio di reiterazioni di reato e inquinamento probatorio. Da qui l’esigenza di mandarli ai domiciliari.

A Nivarra vengono anche contestate, in concorso con Walter Virga, le ipotesi di falso e truffa in un filone di indagine che faceva parte del cosiddetto sistema Saguto, dal nome dell’ex presidente della sezione Misure di prevenzione del Tribunale palermitano. Le indagini sono del Gruppo tutela spesa pubblica del Nucleo di polizia tributaria della finanza.

Lo scorso settembre il giudice per l’udienza preliminare di Caltanissetta Marcello Testaquadra, lo stesso che ha rinviato a giudizio Saguto e altri tredici imputati, ha dichiarato la propria incompetenza territoriale per la presunta truffa che coinvolge il professore Nivarra e l’amministratore giudiziario Walter Virga. I fatti contestati si erano svolti nel capoluogo siciliano.

Secondo l’accusa, una volta scelto da Saguto per gestire il sequestro Rappa, Virga avrebbe nominato Nivarra come consulente legale per alcune pratiche legali che già altri professionisti stavano curando. Una duplicazione costata più di trenta mila euro per sei mesi con il compito di coordinare, secondo l’accusa solo sulla carta, cause che riguardavano la Finmed e la Med Immobiliare.

Una ricostruzione allora smentita dal legale di Nivarra: “Si è dimostrato che il professore – aveva spiegato l’avvocato Fiorello – ha inviato i pareri legali richiesti, uno dei quali è stato pure pubblicato su una nota rivista giuridica. Circostanza che conferma il regolare svolgimento dell’incarico”.

Il 31 luglio 2014 moriva a Palermo Baldassare Sapuppo, facoltoso possidente immobiliare. Le sue volontà testamentarie erano di devolvere il patrimonio alla fondazione che portava il suo nome. Solo che si trattava di un ente non riconosciuto. Da qui la necessità, suggerita dal prefetto, di nominare un amministratore. Fu la sezione della volontaria giurisdizione del Tribunale di Palermo, quando nel 2006 era presieduta da Tommaso Virga, padre di Walter, e rinviato a giudizio a Caltanissetta per abuso d’ufficio, a scegliere Nivarra. Il professore rimase in carica fino al 2014. Gli subentrò Morabito. I due, che erano amici e avevano già lavorato assieme, si sarebbero appropriati di oltre trecento mila euro. Da qui il sequestro di circa 160 mila euro disposto dal giudice Aiello. Morabito aveva restituito agli eredi del defunto denaro e titoli per oltre 67.000 euro, ritrovati “casualmente”, a suo dire, all’interno di “16 buste” tra la documentazione della gestione provvisoria.

 

 


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Commenti

    Che belle persone che vengono nominate dai tribunali e all’università.

    complimenti

    che vergogna! Vergogna soprattutto X gli enti e le categorie che rappresentano . Si aspetta una risposta immediata dell università e del consiglio dell ordine!

    Niente di nuovo sotto il sole…. e questa triste vicenda ci riporta indietro di 20 secoli

    ————————
    Paragrafo 33 dal De Officiis (Cicerone)

    Existunt etiam saepe iniuriae calumnia quadam et nimis callida sed malitiosa iuris interpretatione. Ex quo illud “summum ius summa iniuria” factum est iam tritum sermone proverbium. Quo in genere etiam in re publica multa peccantur, ut ille, qui, cum triginta dierum essent cum hoste indutiae factae, noctu populabatur agros, quod dierum essent pactae, non noctium indutiae. Ne noster quidem probandus, si verum est Q. Fabium Labeonem seu quem alium–nihil enim habeo praeter auditum –arbitrum Nolanis et Neapolitanis de finibus a senatu datum, cum ad locum venisset, cum utrisque separatim locutum, ne cupide quid agerent, ne appetenter, atque ut regredi quam progredi mallent. Id cum utrique fecissent, aliquantum agri in medio relictum est. Itaque illorum finis sic, ut ipsi dixerant, terminavit; in medio relictum quod erat, populo Romano adiudicavit. Decipere hoc quidem est, non iudicare. Quocirca in omni est re fugienda talis sollertia.

    ———————————————–
    Traduzione:

    Ma spesso sorgono ingiustizie anche per una certa cavillosità, e per una interpretazione della legge troppo sottile, ma ingannevole. E per questo quel famoso detto “massima giustizia massima ingiustizia” è diventato ormai diffuso (lett. è ormai un proverbio trito nel discorso).
    E in questo genere anche nello stato si sbagliano molte cose, come per esempio, ci ricorda la vicenda di quel famoso, che, dopo che furono pattuiti trenta giorni di tregua con il nemico, di notte gli devastava i campi, in quanto (secondo lui) erano state pattuite le tregue dei giorni, e non delle notti. Neppure quel nostro concittadino è da approvare, se è vero che Quinto Fabio Labeone, o qualcun altro (infatti non ho nessuna altra notizie se non quelle che ho sentite) fu dichiarato dal senato arbitro sui confini tra Nola e Napoli, e dopo che venne in questo posto, parlò con entrambi separatamente perché non trattassero qualcosa con avidità, né con prepotenza, ma preferissero ritirarsi che andare avanti. Dopo che entrambi lo fecero, rimase in mezzo un territorio discreto. E perciò così, come proprio quelli avevano convenuto, delimitò i loro confini; quello che era rimasto in mezzo, lo assegnò al popolo Romano.
    Questo certamente è ingannare, non giudicare. Perciò in ogni faccenda bisogna evitare una tale astuzia.

    SE LE RESPONSABILITA` DOVESSERO ESSERE CONFERMATE NON PENSO PROPRIO CHE IL PROFESSORE SIA DEGNO DI CONTINUARE AD INSEGNARE LEGGE CIVILE ALL`UNIVERSITA` …

    le parcelle sono il danno minore…..il problema vero è la mafia della legalità che si è venuta a creare. sia per il fatto che spesso non andavano nemmeno sequestrate e sia perché queste aziende non hanno bisogno di avvocati o professori ma di imprenditori che amministrino in modo produttivo….dico io ce una sa azienda amministrata da questi incapaci (perché non sono mai stati imprenditori) che non sia fallita?

    Le università italiane, palermo davanti a tutte, sono oggi un ricettacolo di indagati, pregiudicati e … minimo minimo… di candidati alle elezioni politiche… alla faccia degli studenti i cui padri onesti pagano le tasse universitarie… CHE VERGOGNA

    Mi piace ricordare come al Walter Virga pesi anche la gestione ” discutibile” , per esser civile, della catena di negozi Bagagli. Anche li il loro metodo ha lasciato segni indelebili………………

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