Sicilia, è ancora voto segreto all'Ars: 2 zampate di Pd e M5s

Ars, ancora voto segreto: ko l’aumento delle indennità per le ex Province

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In corso l'esame di uno dei due ddl stralcio
IL PARLAMENTO REGIONALE
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PALERMO – Lo spettro del voto segreto torna ad aleggiare sull’Assemblea regionale siciliana. Ne fa le spese il disegno di legge stralcio ‘Norme in materia di personale, di autorizzazioni e di incentivi’. Il ddl è stato azzoppato in due articoli: l’1 e il 6.

Pd e M5s mettono a segno 2 zampate

In entrambi i casi Pd e Movimento cinque stelle presentano la richiesta di voto segreto e in aula le norme vengono bocciate. La prima, finita ko con 30 voti in aula (soltanto 20 quelli che in teoria avrebbero fatto riferimento alla maggioranza), prevedeva l’istituzione delle indennità di carica ai presidenti del Liberi consorzi comunali. Una maggiore spesa che era prevista a carico dei bilanci degli enti. L’incremento di spesa previsto era pari a circa 400mila euro.

Dipasquale: “Evitata una spesa insensata”

“Come opposizioni all’Ars siamo riusciti a bloccare, con il voto segreto, un aumento insensato di spese per le indennità dei sindaci metropolitani e dei presidenti dei Liberi consorzi, oltre che per i componenti dei rispettivi Consigli – dice il deputato del Partito democratico Nello Dipasquale -. Abbiamo evitato una spesa assurda di ulteriori 400mila euro”.

Dipasquale aggiunge: “Ancora una volta questo centrodestra era pronto a mettere la firma su norme di spesa che avrebbero appesantito ulteriormente i bilanci degli enti locali. Avevo proposto di spostare la copertura della ulteriore spesa dai bilanci degli enti a quello regionale, evitando così di sovraccaricare ulteriormente le ex Province che già soffrono per le esigue risorse che vengono trasferite loro, ma non è stato possibile. Resta almeno la soddisfazione per Pd e M5s si avere impedito questo spreco di risorse”.

De Luca (M5s): “Maggioranza sempre spaccata”

Il capogruppo M5s Antonio De Luca evidenzia: “Alla prima occasione il governo è stato nuovamente battuto, a riprova che questa maggioranza esiste solo sulla carta e si conferma più spaccata che mai. Il rimpasto è stato inutile, questo esecutivo resta fragilissimo e si conferma totalmente inadatto a fare qualsiasi riforma utile alla Sicilia. L’unica cosa che dovrebbe fare Schifani a questo punto è staccare la spina e ridare la parola ai siciliani”.

“Ci è bastato – dice ancora De Luca – chiedere il voto segreto per fare riemergere la enorme spaccatura di una maggioranza che non c’è più da tempo, a conferma che sono tanti i deputati nei partiti che sostengono Schifani che non vedono l’ora di togliersi qualche sassolino dalla scarpa. Non si capisce a questo punto come Schifani pensi di fare qualche riforma degna di nota nel residuo tempo che ci separa dalle urne. Stacchi la spina subito, i siciliani non potranno che esserne felici”.

Bocciato con 32 sì e 20 No, invece, l’articolo 6 del ddl: ‘Pubblicazione dei decreti dirigenziali conclusivi di procedimenti amministrativi’. Nonostante la difesa in aula da parte dell’assessora alle Autonomie locali e funzione pubblica, Elisa Ingala, l’Aula ha bocciato l’articolo.

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