Ars, la lunga attesa della Municipale: 35 anni per la riforma

Ars, dalla Municipale alla parità salariale: le leggi ferme in Commissione

tonno Ars
L'attività a Palazzo dei Normanni

PALERMO – La polizia municipale, in Sicilia, attende una riforma completa dal 1990. La gestazione è stata molto lunga, ma un tassello importante è fermo in commissione Affari istituzionali da due anni. Posteggiata anche la parità di genere salariale. E ci sono le leggi annunciate o bocciate, come quella dei consorzi di bonifica, commissariati da 30 anni. Inizia il viaggio tra le scartoffie delle Commissioni dell’Ars.

Ars, la lunga attesa della Municipale

Alla Commissione Bilancio, il faldone è posteggiato da due anni: contiene una delle riforme più attese, in Sicilia: quella del corpo di polizia municipale.

Tanto attesa e importante, che nel 1990, fresco di assunzione dopo un duro concorso regionale, con meno idonei dei posti a disposizione, il dirigente Salvatore Taormina venne inviato in Lombardia, per apprendere, da una scuola nata sul solco della tradizione lombardo-veneta, i particolari del modello da importare in Sicilia. Tra poligoni di tiro e faldoni da studiare, Taormina aveva tutto chiaro nel giro di un paio di mesi.

“Ricordo perfettamente quel periodo – racconta Taormina a LiveSicilia – ero agli inizi e ho seguito un importante percorso formativo. La Sicilia potrebbe dotarsi di una legge importante”.

Numerosi governi in campo

Nel 2005, la Regione Siciliana, con una nota, annunciava: “L’obiettivo è di giungere all’approvazione della legge entro la fine della legislatura. Dotando così la Regione di un sistema integrato di sicurezza”.

Adesso, 21 anni dopo, le scartoffie sulla polizia locale sono ferme. Non si contano le audizioni dei rappresentanti dell’Anci, dei comandanti della Municipale di Catania e Palermo e dello stesso Taormina, in ballo c’è, addirittura, l’istituzione di un’Accademia regionale. Tutto è stato approvato dalla commissione Affari istituzionali, presieduta da Ignazio Abbate e inviato in commissione Bilancio per la copertura finanziaria. E lì è rimasto.

Parità di genere salariale e altri casi

Altra legge ferma è quella della parità di genere salariale, concepita trasversalmente per tutelare il lavoro femminile nelle aziende. Sarebbe la prima in Italia. Una legge frutto dell’intesa anche con Pd, 5 stelle e altri. Tutto è posteggiato in commissione Bilancio perché servono 5 milioni di euro per lo sgravio Irpef da destinare alle aziende che portano avanti i protocolli a tutela del lavoro femminile.

In attesa, come abbiamo raccontato, la riforma sui consorzi di bonifica, quella sulla dirigenza, che Abbate promette di calendarizzare presto.

I segnali di ripresa

Su alcuni provvedimenti, però, ci sono segnali di ripresa. Alcuni sono più recenti come, per esempio, in commissione Ambiente esiste una previsione normativa sugli “Acceleratori”, con lo scopo di ottenere l’ok agli insediamenti nelle aree idonee dei progetti pubblici.

In Commissione c’è anche la legge per l’idroelettrico, che prevede l’utilizzo degli invasi, togliendo il monopolio a Enel, attraverso l’affidamento in concessione a privati, in cambio degli investimenti. Le aziende potrebbero produrre, in questo modo, energia elettrica. La legge, di proposizione governativa, ha rallentato il suo percorso a ottobre, in concomitanza con la manovra quater. I partiti hanno formulato molte richieste di audizione.

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