PALERMO – Pd e Movimento cinque stelle sempre più lontani da Sud chiama Nord. La frattura tutta interna alle opposizioni si consuma all’Ars nel corso della discussione del ddl trasporti, che regola il servizio di noleggio con conducente e fissa alcune novità sul trasporto pubblico locale. Alla fine resta la constatazione del progressivo disgregarsi di ciò che avrebbe potuto essere (una coalizione a tre alternativa al centrodestra) e che non sarà mai.
L’emendamento della discordia
In Aula la contesa tra un sub-emendamento presentato da Cateno De Luca, Giuseppe Lombardo e Matteo Sciotto al quale si oppongono in due. Sono il deputato Dem Antonello Cracolici e il collega M5s Nuccio Di Paola. Le parti in causa ingaggiano un duello dialettico che dura diversi minuti e che dà l’idea di come l’opposizione abbia ormai cambiato pelle con il progressivo allontanamento di ScN.
L’emendamento dei deluchiani al ddl Trasporti consentiva ai comuni che svolgono in house il servizio di trasporto pubblico locale attraverso aziende o società municipalizzate di potere istituire un servizio aggiuntivo di carattere turistico. L’obiettivo era mettere in collegamento i comuni che rientrano negli stessi Gal (Gruppi di azione locale), Siru (Sistemi intercomunali di rango urbano) o Fua (Aree funzionali urbane).
Il ‘no’ di M5s e Pd alla proposta ScN
Di fatto sei i comuni siciliani che rientrano in queste caratteristiche: Messina, Taormina, Palermo, Catania, Trapani e Marsala. “Una norma ad hoc”, ha affermato in aula Di Paola. Secca la replica di Lombardo: “Non glielo consento, la norma è di carattere generale”. Ancora più esplicito il ‘niet’ di Cracolici: “La Regione ha appena affidato con un bando il servizio di trasporto pubblico locale su gomma, questa è una norma di ‘incasinamento amministrativo'”.
Il voto segreto
La contesa si conclude con il voto segreto chiesto dal M5s e sostenuto dal Pd contro gli ormai ex alleati di Sud chiama Nord. Il pallottoliere boccia la proposta ScN con 26 voti contrari e 15 favorevoli. Dieci i deputati di maggioranza che, nonostante il via libera condizionato del governo al sub-emendamento, si sono astenuti dalla votazione.
La denuncia di Lombardo
Lombardo non ci sta e dal podio di Sala d’Ercole parla senza mezzi termini di “pressione trasversale da parte delle lobby del trasporto su gomma per non dare la possibilità di estendere servizi essenziali che riguardano il trasporto pubblico locale con finalità turistiche”. Accuse rispedite al mittente da Cracolici: “Rivendico il mio diritto di parlamentare di esprimermi contrariamente rispetto ad una norma”.