Ars, mezzogiorno di fuoco in aula: ecco la tabella di marcia

Ars, mezzogiorno di fuoco in aula: ecco la tabella di marcia

La giornata si preannuncia scoppiettante.

PALERMO – Mezzogiorno di fuoco a Sala d’Ercole. La giornata si preannuncia scoppiettante e l’aula si appresta a divenire un metaforico ring per il governo Schifani che dovrà schivare i colpi delle opposizioni e il fuoco amico del subcomandante Gianfranco Miccichè. Il prequel del film si girerà in mattinata in Commissione Bilancio. I membri della seconda commissione sono chiamati ad approvare il disegno di legge sulle variazioni di bilancio finalizzato a recepire i 200 milioni in arrivo da Roma per il ripiano degli aumenti sulla spesa sanitaria a carico della Regione. 

Secondo la tabella di marcia, dettata dal presidente dell’Ars Gaetano Galvagno, il testo sarà incardinato nel corso della seduta d’aula di oggi pomeriggio per essere votato domani (anche se nelle ultime ore si fa strada l’ipotesi di passare direttamente all’esercizio provvisorio: per questo i riflettori restano accesi sulla seduta della commissione bilancio dalla quale potrebbe arrivare una riscrittura della tabella di marcia)

Un voto che si preannuncia caldissimo come dimostrano le polemiche della vigilia sulla trattativa stipulato tra lo Stato e la Regione. “Un accordo al ribasso” per deluchiani, miccicheiani, dem e pentastellati perché prevede la rinuncia da parte della Regione di tutte le spettanze dal 2007 al 2021, per un ammontare di circa 9 miliardi di euro a fronte del riconoscimento di 200 milioni di euro per il 2022 e per il 2023.

La maggioranza dovrà fronteggiare in primis Cateno De Luca che presenterà una mozione di sfiducia. Il Movimento Cinquestelle assicura le barricate e il Pd ha presentato un’interrogazione parlamentare (a firma Mario Giambona) per chiedere al Governo Regionale chiarimenti in merito all’Accordo Stato-Regione. Nemmeno in casa Forza Italia (a trazione Miccichè) sono mancati i malumori sui termini di un accordo salutato con grande enfasi dall’esecutivo regionale.

E il malessere è destinato ad aumentare perché, prima o poi, il presidente Galvagno dovrà sciogliere il nodo gordiano della proroga per tenere in piedi o spegnere la spina al gruppo guidato da Miccichè che al momento è formato da tre deputati (dopo l’addio di Calderone e l’ingresso di Grasso in aula sotto le insegne di Forza Italia all’Ars). Staremo a vedere. 


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