"Artigiani disoccupati| Rimettiamo la prova d'arte"

“Artigiani disoccupati| Rimettiamo la prova d’arte”

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"In un anno circa 400 le richieste da parte di chi ha lavorato per anni nel mondo dell'Artigianato, ha esperienza anche ventennale, ma non può aprire un'attività propria perché non in possesso della qualifica".

nunzio reina (confartigianato)
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PALERMO – “In un anno circa 400 le richieste da parte di chi ha lavorato per anni nel mondo dell’Artigianato, ha esperienza anche ventennale, ma non può aprire un’attività propria perché non in possesso della qualifica. Lancio un s.o.s – dice il presidente Confartigianato Palermo, Nunzio Reina – perché è ora di pensare concretamente a questi professionisti ripristinando la “prova d’arte. In Sicilia – aggiunge – chi vuole intervenire sulla drammatica situazione occupazionale ha una possibilità che non viene considerata, ma che permetterebbe di aprire un’attività a chi “per legge” si trova fuori dal mercato pur avendo acquisito una professionalità. Nel giro di un anno – sottolinea Reina – si sono rivolte a noi almeno quattrocento persone, chiedo nuovamente un incontro agli assessori regionali al Lavoro e alla Formazione. La prova d’arte è uno strumento di meritocrazia e giustizia. Quella attuale è infatti una legge inadeguata: basti pensare che nel settore dell’Acconciatura ed estetica, per aprire un’attività occorrono almeno tre anni di lavoro dipendente qualificato presso un’ impresa dello stesso campo, seguito da un corso di formazione teorica. Ciò deve avvenire entro cinque anni dalla formulazione della richiesta di apertura. In pratica – conclude il presidente di Confartigianato Palermo – un dipendente qualificato che ha fatto per 20 anni l’acconciatore o l’estetista, regolarmente inquadrato, non può aprire un negozio se da due anni e una settimana non lavora. Quella della prova d’arte potrebbe essere un’apertura al mondo del lavoro ed un’azione contro l’abusivismo di necessità a cui, purtroppo, si va incontro. In questo modo, invece, ci sarebbero degli esperti selezionati dalla Camera di Commercio a costituire una commissione che valuterebbe il grado di competenza di chi resta senza lavoro pur avendo anni ed anni di esperienza alle spalle”.

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