ROMA – “Il ritorno nel consiglio comunale di Castelvetrano di Lillo Giambalvo, intercettato mentre garantiva fedeltà cieca al capomafia Messina Denaro e si augurava l’uccisione del figlio di un pentito, anche se ineccepibile sul piano formale, è uno sputo in faccia alla lotta alla mafia. E ai tanti cittadini di Castelvetrano che considerano Cosa Nostra una mala pianta da estirpare”. Lo afferma il vicepresidente della commissione antimafia, Claudio Fava, commentando le intercettazioni di Giambalvo pubblicate sul nuovo numero di “S”, in edicola da sabato ma già disponibile online.
“Non chiediamo al consigliere Giambalvo un atto di decenza: chi sta orgogliosamente come lui, dalla parte di Messina Denaro – prosegue Fava – ha perduto ormai ogni sentimento di decenza. Lo chiediamo agli altri consiglieri comunali: si dimettano loro, facciano capire che non esistono margini di convivenza civile o istituzionale con chi si augura impunemente la morte per i collaboratori di giustizia e lunga vita per i capi di Cosa Nostra. Lo diciamo qui e ora, assieme al presidio locale di Libera, che ha fatto sentire coraggiosamente la propria voce. E lo verremo a ripetere a Castelvetrano – conclude Fava – alla prossima convocazione del consiglio comunale”.
Calogero Giambalvo è stato coinvolto in un blitz antimafia, ma poi ne è uscito pulito. Il leader politico: "Gli altri consiglieri lo isolino lasciando". Le intercettazioni dello scandalo su "S".
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