"Ato Carini, servono regole| La politica adesso decida"

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Badagliacca e Milazzo: "I lavoratori vogliono il rispetto delle leggi".

PALERMO – “Incompetenza, inefficienza, indolenza e inosservanza della vigente normativa hanno condotto oggi all’ennesima emergenza nel territorio di Carini. Si tratta – affermano Giuseppe Badagliacca e Luisa Milazzo della Fiadel – di una condizione devastante che si presenta oggi in tutta la sua gravità, non certo per cause addebitabili al personale dell’Ato rifiuti competente sul territorio, ma piuttosto a causa della mancata attuazione di una normativa che, già dal 2010, aveva disposto il passaggio del personale dall’attuale gestione della servizi Comunale Integrati, alla Società di Regolamentazione Rifiuti, ma che rimane ancora oggi una scatola vuota. L’unica soluzione praticabile, come e’ emerso dall’incontro di oggi presso l’Assessorato Regionale Acqua e Rifiuti, alla presenza dell’assessore Vania Contraffatto e del Direttore del Dipartimento Maurizio Pirillo e del Sindaco di Carini – proseguono Badagliacca e Milazzo – e’ quella di procedere l’utilizzo del personale Ato con la formula del distacco. Il Comune di Carini imponga alla ditta appaltante il rispetto delle regole. Intollerabile ci appare l’atteggiamento ricattatorio che, apprendiamo, viene dalle stesse parole del Presidente delle Regione che, in una disposizione rivolta all’Assessore, esplicitamente dichiara che i lavoratori dell’Ato devono essere posti in aspettativa per consentire alla ditta aggiudicataria di utilizzare il personale assumendolo ex novo a condizione che “volontariamente” – pena il licenziamento – lo stesso richieda l’aspettativa. Non ci sono attenuanti per una classe politica che non decide e che, di rinvio in rinvio, produce danni e distorsioni i cui effetti sono oggi sotto gli occhi di tutti, sia dal punto di vista delle precarie condizioni igieniche del territorio, sia per le potenziali conseguenze negative sui livelli occupazionali degli addetti del settore. Il sindacato denuncia, senza ambiguità e senza tentennamenti, una classe di politici e di tecnici che non ha attenuanti e che non ha saputo assumere le necessarie decisioni, risolvendo questioni che sono squisitamente di natura politica e non tecnica. Non ci si può trincerare dietro l’esiguità delle risorse o tentare di smarcarsi con il solito giochetto di rimpallo delle responsabilità, per continuare a tenere i lavoratori in un limbo pericoloso che mette a rischio la stabilità d’impiego di chi ogni giorno e’ sul campo e non si tira indietro, anche davanti a condizioni di lavoro dure ed ai limiti della legalità, soprattutto in tema di sicurezza. Non possiamo più assistere al triste spettacolo di rappresentanti autorevoli delle istituzioni che formulano pubblicamente affermazioni incoerenti con la normativa che essi stessi hanno contribuito a produrre. La legge di riordino degli Ato e’, non dimentichiamolo, una legge regionale e stupisce che lo stesso legislatore sconosca i termini e le condizioni che derivano dall’applicazione della norma che ha contribuito a produrre. Gravissima e’ l’affermazione che minaccia interventi di risoluzione dei rapporti di lavoro di dipendenti che chiedono solo il rispetto della norma che li tutela. Nessun licenziamento e’ ipotizzabile ne’ si può affermare che i lavoratori devono presentare le dimissioni per essere assunti dal soggetto che si è aggiudicato la gara di appalto bandita, peraltro, in deroga a quanto previsto dalla stessa norma, non già dalla SRR ma direttamente dal Comune. Occorre un immediato intervento che, in coerenza con la norma, sciolga i nodi e imponga il rispetto delle regole a tutti gli attori di questa che ormai è diventata una tragica farsa. I lavoratori non si rifiutano di transitare presso il nuovo soggetto gestore, chiedono solo il rispetto delle regole e la tutela dei loro diritti ed il sindacato non può che essere al fianco di tutte le maestranze in questa giusta rivendicazione”.

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