ROMA – “Gentile Rettore, egregio signor sindaco, leggiamo dell’intitolazione di un’aula della facoltà di scienze politiche alla memoria delle vittime di mafia e del giorno ad esse consacrato, il 21 marzo. Non possiamo che esserne felici: come cittadini, come catanesi, come figli di Giuseppe Fava. Ma siamo stupiti e addolorati per aver dovuto apprendere di questa iniziativa solo dalla lettura dei giornali”. E’ quanto scrivono Elena e Claudio Fava, quest’ultimo vicepresidente della Commissione parlamentare Antimafia, al rettore dell’Università di Catania e al sindaco della città, lamentando il fatto che “alla tavola rotonda che ha accompagnato l’inaugurazione dell’aula erano stati invitati, ed erano presenti, in tanti. Mancavano solo i familiari di Giuseppe Fava: mai informati, mai invitati. Come se – a trent’anni dalla sua morte – la città di Fava, almeno, una parte della città, avesse fastidio a conservare e coltivare memoria di quella morte e delle cause che la determinarono. Ne prendiamo atto”.
"Siamo stupiti e addolorati per aver dovuto apprendere di questa iniziativa solo dalla lettura dei giornali" scrivono Elena e Claudio Fava in una lettera indirizzata al sindaco e al Rettore.
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