CATANIA – Tempo fa, neanche tanto, si parlava della Miami di Sicilia. Con chilometri di spiaggia in piena città, in effetti, il viale Kennedy e il litorale della playa avrebbero potuto ricordare, anche se da lontano, la città americana. Invece, dopo un timido tentativo operato dall’allora amministrazione Scapagnini, interrotto dopo poche centinaia di metri, quel che resta della strada che costeggia il litorale sabbioso etneo, è una strada pericolosa, inospitale e costellata di posteggiatori abusivi. Così, almeno, la descrive Ignazio Ragusa, presidente provinciale del Sib, il sindacato dei balneari, che pur evidenziando come quest’anno gli affari degli stabilimenti siano in lieve ripresa, punta il dito contro il “contorno”, quel viale Kennedy “insicuro e in mano ai posteggiatori abusivi”.
Dunque, il 2015 fa segnare una leggera ripresa nel settore?
Paragonato ai due anni precedenti, dove si è registrato un calo anche notevole del volume di affari, quest’anno la caduta libera pare si sia fermata, anzi, si registra una timida ripresa, anche se le percentuali sono a una cifra.
Quale allora il bilancio per questa stagione, arrivati a Ferragosto?
Possiamo dire che, dopo un giugno disastroso, soprattutto a causa delle condizioni meteo poco favorevoli, luglio è stato un buon mese, con l’aumento degli abbonamenti. Agosto è ancora tutto da tracciare, ma le strutture si sono attrezzate a dovere per andare incontro sempre di più alle esigenze degli utenti.
In che modo? Avete ridotto i prezzi?
Piuttosto che scontare all’osso non offrendo molto, in tanto hanno aumentato il numero di servizi offerti. Per cui, oltre il lettino e l’ombrellone, con il biglietto di ingresso si può avere molto altro, come ad esempio il baby parking. Insomma, ci stiamo tenendo a galla.
Quali sono allora le difficoltà, oltre la contingenze e la crisi economica?
La nota dolente per la nostra attività rimane il viale Kennedy, che è letteralmente diviso in due: una parte è curata e l’altra no. Non solo: è una strada poco sicura e in mano ai posteggiatori abusivi che rimangono il vero problema, nonostante i controlli. Ogni slargo è in mano a loro, che spesso sono rissosi. In alcune aree la fanno da padrona contendendosi il territorio. Questo aspetto è necessario che venga tenuto in considerazione dagli amministratori, a tutti i livelli.
E in spiaggia? Segnalate problematiche o difficoltà?
Qualcuna la abbiamo con i mendicanti e i venditori ambulanti, ma tutto sommato, nelle strutture private c’è controllo e vigilanza. Il problema, piuttosto, si registra nelle spiagge pubbliche, non vigilate e dove in molti hanno lamentato furti o comunque presenza massiccia di “disturbatori”.
Una situazione, quest’ultima, particolarmente presente nella prima spiaggia libera. Tanto che, provocatoriamente, qualche consigliere comunale aveva proposto di chiuderla per evitare spiacevoli incidenti.

