"Bellolampo Terra dei fuochi| Bomba a orologeria"

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"E’ necessario che il Comune intervenga al più presto per farsì che venga rinnovata la convenzione tra Asia e Rap".

PALERMO – “Se non si interviene immediatamente, la discarica di Bellolampo continuerà ad essere una bomba ad orologeria destinata a deflagrare sulla testa dei palermitani”. Lo afferma Angelo Figuccia, consigliere comunale di Forza Italia, che prosegue: “Stamattina, con i colleghi della Terza Commissione consiliare, abbiamo incontrato i dirigenti dell’A.S.I.A., la società che dal 1999 gestisce l’impianto di biogas di Bellolampo, una riunione che è servita per fare il punto della situazione dopo l’ispezione effettuata alla vigilia di Ferragosto dello scorso anno. Durante il colloquio, il dato più eclatante emerso è sicuramente come la discarica rappresenti una fonte di guadagno per tanti enti, nonostante gli enormi problemi che si porta addosso: in questi quindici anni, infatti, l’A.S.I.A. ha versato nelle casse prima della defunta Amia e adesso in quelle della Curatela della stessa azienda circa sette milioni di euro, che rappresenta il venti per cento del proprio fatturato derivato dalla vendita del biogas, che genera anche un indotto annuale di circa 300 mila euro destinato agli appalti dati all’esterno, come, ad esempio, l’affitto di camion e mezzi pesanti. Attualmente, però, A.S.I.A. non ha alcuna convenzione con la Rap, la società nata dalle ceneri dell’Amia, tanto che in queste settimane il biogas della quinta vasca non viene raccolto e si disperde nell’ambiente, un vero e proprio veleno altamente tossico che si sta insinuando nell’atmosfera circostante, con il rischio di provocare malattie a tutti i palermitani, non soltanto a chi abita nella zona di Bellolampo, ma nell’intera città e in buona parte della nostra provincia. A questo si lega il duplice problema del mancato incasso da parte del Comune, perennemente a caccia di fondi, attraverso l’ex Amia, e dei sette dipendenti della società ASIA, che così vedono a rischio il proprio posto di lavoro. A rendere ancora più incandescente la situazione contribuisce la chiusura a tempo indeterminato della quinta vasca della discarica, la più grande, attualmente inutilizzabile perché gravemente danneggiata dall’incendio scoppiato nella scorsa estate e che rischia di franare sui terreni sottostanti, con il pericolo di provocare un vero e proprio disastro geologico dalle conseguenze imprevedibili. E’ necessario, quindi, che il Comune intervenga al più presto per farsì che venga rinnovata la convenzione tra Asia e Rap e risolvere così, almeno in parte, una situazione che minaccia di trasformarsi in una catastrofe ambientale di dimensioni colossali”.

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