"Bemporad e la carta del cielo" |Lo scienziato che mappò le stelle

“Bemporad e la carta del cielo” |Lo scienziato che mappò le stelle

Il racconto della vicenda di un uomo, di una città, di un Paese. E della guerra che ha sconvolto l’Europa. Stasera e domani, va in scena lo spettacolo di e con Pamela Toscano e Carlo Ferreri, in collaborazione con Officine Culturali.

auditorium dei benedettini
di
3 min di lettura

CATANIA – Uno spettacolo storico. Il racconto della vicenda di un uomo, di una città, di un Paese. E della guerra che ha sconvolto l’Europa all’inizio del secolo scorso. Stasera e domani, all’Auditorium dei Benedettini, va in scena «Bemporad. La carta del cielo» di e con Pamela Toscano e Carlo Ferreri, in collaborazione con Officine Culturali. Uno spettacolo travagliato nella sua genesi, che ha richiesto lunghe ricerche d’archivio, ma che restituisce uno spaccato, talvolta sconosciuto, di Catania nei primi decenni del Novecento, del suo Ateneo, tra i più prestigiosi e dell’osservatorio di astrofisica dei Benedettini, di cui oggi non esistono tracce, se non qualcuna nella toponomastica.

Una storia svelata da un’altra storia, quella della vita di Azeglio Bempord, illustre matematico e astronomo, docente di Astrofisica e Geodesia per l’Università di Catania e Direttore del Regio Osservatorio di Catania, “Bemporad, la Carta del Cielo” è stato scritto da Pamela Toscano che ne ha curato anche la regia insieme a Carlo Ferreri. I due attori, sulle note del maestro Massimiliano Pace, daranno voce al racconto di questa storia vera che attraversa le due Guerre lasciando enormi cicatrici. “Ci sono voluti due anni per mettere in scena lo spettacolo, e tanta fatica – racconta Claudia Cantale, di Officine culturali. Il testo è stato scritto, riveduto e corretto tantissime volte”.

Cantale ripercorre le tappe che hanno portato alla realizzazione dello spettacolo: il ritrovamento di alcuni “pizzini”, da parte del geometra Leonardi, in cui erano annotate le misurazioni stellari di Azeglio Bemporad e Favaro, i due direttori che si alternarono all’Osservatorio. Da questi fogli di carta, che Leonardi ha deciso di salvare dal sicuro macero, prende il via il lavoro di ricerca su Bemporad, scienziato nato a Siena e voluto a Catania da Annibale Riccò. Era stato infatti coinvolto nel progetto internazionale, della durata di 25 anni, per mappare il cielo. Una ricerca collettiva che avviene a cavallo tra le due guerre, alla quale l’Università etnea dà il suo contributo grazie al lavoro di Bemporad che, nonostante venga trasferito a Napoli, continua a dialogare a distanza con Catania e con il direttore Favaro. Perde una prima volta la tessera fascista, che gli viene restituita. La seconda volta, dopo la pubblicazione del Manifesto della razza, viene estromesso dall’incarico perché ebreo. È il 1938 e, da allora, di lui si perdono le tracce.

“Sappiamo che la moglie si ammala di cancro, che lui non può assisterla, che crolla la sua casa sotto i bombardamenti – continua Claudia Cantale. Viene schiacciato dalla sua ideologia e perde tutto. Muore nel 1945. Poco dopo essere chiamato dall’Università di Catania – la guerra è finita – per essere reintegrato, ma non come ci si aspetterebbe”.

Nonostante il lavoro di Bemporad abbia portato l’Osservatorio di Catania – Catania completa la sua parte di cielo – a essere elogiato in Germania e a Parigi e centinaia le pubblicazioni scientifiche di grande rilievo da lui stesso prodotte, Azeglio Bemporad rimane sconosciuto alla città che lo ha ospitato e che addirittura ne custodisce le spoglie.

Officine Culturali vuole raccontare il processo di recupero dei materiali d’archivio, la storia di Azeglio Bemporad. Un appuntamento di divulgazione a metà tra la lezione appassionata e il racconto partecipato che attraverso una narrazione semplice e asciutta, speriamo possa coinvolgere un pubblico eterogeneo, da quello specializzato nelle tematiche scientifiche o umanistiche, a quello curioso e interessato alle storie della città di Catania, e aperto anche a chi abbia semplicemente voglia di ascoltare una storia realmente accaduta che rischiava di essere dimenticata.

L’idea è quella di divulgare lo spettacolo nelle scuole secondarie. “Abbiamo invitato i docenti e daremo loro una scheda per capire se i temi trattati siano idonei alle seconde classi. Li inviteremo per la Giornata della memoria, il 27 e il 28 gennaio, e poi ad aprile, in concomitanza della festa del 25”.

 

Partecipa al dibattito: commenta questo articolo

Segui LiveSicilia sui social


Ricevi le nostre ultime notizie da Google News: clicca su SEGUICI, poi nella nuova schermata clicca sul pulsante con la stella!
SEGUICI