PALERMO – “La vicenda giudiziaria che oggi colpisce il Tribunale di Palermo, al di là dell’accertamento cui è delegata l’Autorità Giudiziaria competente, pone all’attenzione il vero punto nodale della questione, che consiste nella stratificazione nel tempo dei medesimi soggetti che sono chiamati a gestire ed occuparsi esclusivamente dei procedimenti di misure di prevenzione”. Lo scrive la Camera penale di Palermo, presieduta da Antonino Rubino, in una lettera inviata, tra gli altri, al Csm e al ministro della Giustizia, Andrea Orlando.
“Il costante ripetersi dei medesimi nominativi ha di fatto creato un sistema di assegnazione degli incarichi che rende possibile la compenetrazione – si legge – e, dunque, la moltiplicazione diffusa di un potere di gestione in mano a pochi, da cui ne deriva un deficit di trasparenza, quanto meno in termini di percezione esterna. La Camera Penale di Palermo, al fine di prevenire ogni possibile forma di concentrazione di potere, conflitto di interessi ed eccesso di discrezionalità, in attesa di una indifferibile novazione normativa, ritiene necessaria l’abolizione della sezione specializzata e la conseguente assegnazione dei procedimenti di prevenzione alle sezioni ordinarie, secondo principi di turnazione”.
“Nel corso degli anni – prosegue la missiva – abbiamo, infatti, assistito ad una burocratizzazione dei procedimenti di prevenzione, le cui prassi applicative si sono spesso rivelate negative per i diritti fondamentali dei cittadini, soprattutto con riferimento al principio costituzionale di ragionevole durata del processo. L’unicità della sezione, sotto altro profilo, determina il consolidamento di una giurisprudenza essenzialmente uniforme, senza possibilità di visioni alternative che, attraverso il confronto tra sezioni e collegi diversi, possano accrescere la qualità dei provvedimenti e la competitività delle attività di gestione dei beni sottoposti a sequestro”.
“Per tali ragioni, la Camera Penale di Palermo propone l’abolizione delle sezioni specializzate per la trattazione dei procedimenti per l’applicazione di misure di prevenzione, sia presso il Tribunale e sia presso la Corte di Appello di Palermo, con l’assegnazione dei relativi procedimenti alle sezioni ordinarie”.

