CALTAGIRONE (CATANIA) – Nuove indagini sul caso del gemello scomparso alla fine del 2016 all’ospedale Gravina di Caltagirone. Lo ha stabilito il Gip Salvatore Ettore Cavallaro che ha rigettato la richiesta di archiviazione del pm ed ha invece accolto l’opposizione dell’avvocato Tommaso Tamburino, che assiste la giovane mamma nigeriana che dopo il parto ha denunciato la scomparsa di uno dei bimbi che avrebbe dato alla luce il 9 dicembre 2016. La donna, all’epoca 25enne, è convinta – a seguito di precise indicazioni mediche sia dell’ospedale in Libia che del Santo Bambino di Catania dopo lo sbarco – che sarebbe diventata mamma di due gemelli. Invece, dopo il parto cesareo, ha abbracciato un solo bimbo. Gli operatori del Cara di Mineo hanno deciso di rivolgersi a un legale e hanno denunciato il caso a gennaio 2017. Per vederci chiaro.
Quasi un anno è servito per arrivare a un nuovo capitolo investigativo. La richiesta di archiviazione della Procura è stata depositata a luglio 2017. Per la magistratura la consulenza dei periti è chiara. Il feto era uno solo. Questo nonostante la cartella clinica sequestrata dal Santo Bambino di Catania contenesse un tracciato cardiotocografico da cui si acclarava il battito di due cuoricini. Nella perizia si parla di “scarsa attendibilità” degli esami “effettuati nel nosocomio etneo”. Quest’ultimi però erano in linea con quelli – almeno dalle testimonianze della giovane mamma – effettuati nell’ospedale in Libia.
Per il Gip di Caltagirone però “le indagini espletate non appaiono esaustive”. Insomma bisogna continuare a scavare. Il giudice è chiaro nelle sue motivazioni: “Al fine di delineare compiutamente la vicenda in disamina è necessario che vengano acquisite le cartelle cliniche relativamente alla gravidanza di M.Z. nell’ospedale Al Bayan di Tripoli”. E non è finita perché il Gip ha stabilito anche la nomina di “un collegio peritale composto da specialisti della materia trattata, operanti esternamente alla Regione Sicilia, affinché chiariscano, alla luce della documentazione in atti, delle conclusioni cui sono pervenute i consulenti del pm nonché delle osservazioni di cui alla memorie ed alla consulenza di parte, la natura gemellare o meno della gravidanza”. E per non avere dubbi, il Giudice Cavallaro ha ordinato al pm di sentire “le dottoresse che hanno eseguito l’ecografia, insieme al medico, il giorno del ricovero della parte offesa presso l’ospedale Santo Bambino di Catania” e di “escutere sulle circostanze oggetto di indagine il personale medico, infermieristico ed ostetrico dell’Ospedale Gravina di Caltagirone che in data 9 dicembre 2016 ha partecipato a vario titolo al parto cesareo”.
“Accogliamo con soddisfazione – commenta a LiveSiciliaCatania l’avvocato Tommaso Tamburino – l’ordinanza con cui il Gip ha disposto la prosecuzione delle indagini. Allorché i vertici del Cara di Mineo mi hanno nominato per tutelare gli interessi della richiedente asilo che aveva denunciato la scomparsa di uno dei suoi due gemelli, ho ritenuto – aggiunge – che le indagini fino ad allora svolte fossero insufficienti e che la richiesta di archiviazione formulata dalla Procura di Caltagirone non fosse condivisibile. Per questo abbiamo ritenuto di opporci. Le nuove indagini (soprattutto la rogatoria internazionale, finalizzata ad acquisire la cartella clinica dell’ospedale di Tripoli) serviranno una volta per tutte a chiarire cosa sia realmente accaduto”. Il Gip ha fissato un termine di novanta giorni per lo svolgimento delle indagini integrative. Ancora tre mesi dunque per cercare di risolvere un caso che ha lasciato sgomenta l’opinione pubblica.

