Bonus condizionatori, come fare per richiedere lo sconto

Bonus condizionatori, come fare per richiedere lo sconto

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    Proteste contro il bonus condizionatori.
    Ecco uno dei messaggi virali nel web:

    “E’ sbagliatissimo il bonus condizionatori!
    Alla luce di pandemia, crisi economica, cambiamenti climatici, crisi ambientale e crisi energetica, occorre disincentivare in tutti i modi l’uso dei condizionatori, non incentivarlo!
    occorre puntare sul risparmio energetico.
    Ad esempio quanti soldi inutili, quante emissioni inutili per colpa di condizionatori, climatizzatori e riscaldamenti a palla!

    Occorre vietare climatizzatori, condizionatori e riscaldamenti che muovono aria artificiale (sia per risparmiare, sia per contrastare inquinamento sia per prevenire covid e altre malattie).

    Occorre ammettere solo impianti radianti (pavimenti radianti, tetti radianti, pareti radianti, dove l’acqua nei tubi fredda o calda rinfresca o riscalda a seconda delle stagioni, senza spostare aria,acari,virus e batteri!), riscaldamenti tradizionali che non muovono aria artificiale e riscaldamenti elettrici (a raggi infrarossi, lampade riscaldanti, stufe elettriche che non muovono aria artificiale).

    Quanto agli impianti consentiti, occorre sempre fissare una temperatura minima e massima a partire dal quale accendere: mai sotto i 27 gradi d’estate e mai sopra i 20 gradi d’inverno.
    E nelle stagioni intermedie non usare nulla.”

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Trovo sempre conforto e verifica nelle parole di don Corrado Lorefice, con il suo lavoro ha ridato a Palermo l’orgoglio di capoluogo. E’un esempio per tutti. Anche Palermo, sembra, si cominci a muovere seguendo il suo esempio. E dura. Ma non impossibile. E’, in ogni caso, non abbiamo alternative credibili al dominio dei nostri politicanti corrotti fino al midollo.

Con il dovuto rispetto, solidarietà al “minimo sindacale” nelle parole di monsignor Antonino Raspante. Vuol dire che così vanno le così fra i vescovi di Sicilia. Mentre in Calabria... “Noi vescovi di Calabria non possiamo tacere. Lo diciamo con il dolore di pastori, con la fermezza di chi sa che il silenzio, in certi momenti, diventa complicità. Chiediamo che le procure di Paola, Vibo Valentia e Trapani ricevano ogni risorsa necessaria per dare un nome a chi è stato restituito dal mare e per accertare le responsabilità. Meno arrivi, più morti. Chiediamo che si smetta di misurare il successo di una politica migratoria contando solo chi arriva senza considerare chi muore. Il mare ci chiede conto. Quei morti ci chiedono conto e noi non possiamo rispondere con il silenzio”.

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