Boom di contagi , zona rossa in tutta la provincia di Palermo

Boom di contagi, zona rossa in tutta la provincia di Palermo

Restrizioni anche per Marsala e San Cataldo. E Roma invia altri 1.350 professionisti per le vaccinazioni
CORONAVIRUS
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PALERMO – Considerata la “repentina evoluzione dei contagi e la diffusione delle varianti del Covid” in tutta la provincia di Palermo, il presidente della Regione Siciliana Nello Musumeci ha appena firmato un’ordinanza che dispone la zona rossa in tutti i Comuni della Città metropolitana. L’efficacia del provvedimento partirà da domenica 11 aprile e cesserà giovedì 22 aprile. L’ordinanza si è resa necessaria a seguito del rapporto trasmesso alla presidenza della Regione dal dipartimento regionale Asoe. Secondo tale rapporto, il dato aggiornato a venerdì 9 aprile presenta nella provincia palermitana una incidenza dei contagi pari a 246,61 ogni centomila abitanti. “Come è noto, il limite fissato dalla norma nazionale è di 250 contagi ogni centomila abitanti”, spiega la Regione. Stesse restrizioni, così come richiesto dalle amministrazioni comunali e a seguito delle relazioni delle Asp, a Marsala, in provincia di Trapani, e a San Cataldo, nel Nisseno. Anche in questo caso la durata delle prescrizioni andrà dall’11 al 22 aprile.

Oggi il sindaco della Città metropolitana di Palermo, Leoluca Orlando, era intervenuto in merito al balletto di cifre sui contagi nel capoluogo siciliano evidenziando che “la correttezza dei dati è il presupposto per efficaci misure di contrasto”. Da giorni le cifre sull’entità del contagio in provincia si rincorrono, con dati spesso non sovrapponibili tra Regione e Comune di Palermo. Nel primo pomeriggio di oggi Musumeci ha rotto gli indugi, firmando l’ordinanza che fissa le restrizioni per tutta la provincia.

Sul fronte dei vaccini, intanto, Roma dà una grossa mano alla Sicilia. Per implementare la campagna vaccinale anti-Covid, nell’Isola arriveranno ulteriori 1.350 professionisti della sanità. È la nuova dotazione organica messa a disposizione dalla Struttura commissariale nazionale, guidata dal generale Francesco Figliuolo, in vista dell’incremento della fornitura di vaccini e tenuto conto della capacità della Sicilia nelle somministrazioni.

Proprio in occasione della visita nell’Isola del commissario per l’emergenza, lo scorso 27 marzo, il presidente della Regione Nello Musumeci aveva chiesto al generale Figliuolo di valutare l’opportunità di poter incrementare la capacità di inoculazione dei vaccini mediante il coinvolgimento di altro personale sanitario reclutato direttamente da Roma.

Musumeci e Figliuolo

“Ringrazio il commissario Figliuolo che, da uomo del fare, resosi conto personalmente delle capacità logistiche che abbiamo messo in campo – ha commentato il governatore – ha dato seguito alle nostre segnalazioni in pochi giorni. È proprio il fattore tempo a fare la differenza in questa partita difficile, in cui nessuno si sta risparmiando. Anche ieri, giovedì, infatti, abbiamo effettuato circa 20 mila iniezioni e con questa nuova dotazione di personale potremo davvero imprimere un’accelerazione significativa”. I “nuovi” professionisti saranno impiegati in tutti gli hub e nei centri vaccinali già esistenti nell’Isola, ma anche in quelli (una ventina) che apriranno entro aprile e che Musumeci ha voluto affidare ancora alla Protezione civile regionale. Significativo l’arruolamento di sanitari per i territori e le aziende ospedaliere di Palermo, Catania e Messina, dove arriveranno rispettivamente 362, 333 e 172 unità. Saranno 158 i nuovi vaccinatori destinati all’area di Siracusa, 101 a Trapani, 76 a Caltanissetta, 54 ad Agrigento, 49 per i centri vaccinali di Enna e 45 per quelli della provincia di Ragusa.

“L’intera provincia di Palermo entra in zona rossa: un provvedimento adottato alla luce del continuo aumento dei contagi che certifica il fallimento della gestione dell’emergenza Covid da parte di Musumeci. Infatti mentre nel resto d’Italia si iniziano a vedere i primi risultati delle recenti chiusure ed i contagi sono in calo, la Sicilia ancora una volta è in preoccupante controtendenza”. Lo dice Giuseppe Lupo, capogruppo Pd all’Ars.

“Sacrifici, ancora sacrifici, derivanti dalla dichiarazione di zona rossa della città e della provincia di Palermo. Dichiarazione resa necessaria dalla situazione ospedaliera e dal diffondersi dei contagi. Dobbiamo poter tornare ad una vita normale. Per questo è necessario che rispettiamo questi divieti per potere consentire, così come è accaduto in altre parti d’Italia, di vedere scendere l’Rt, di vedere riaprire le attività”. Lo dice il sindaco metropolitano di Palermo Leoluca Orlando. “Deve essere possibile tornare ad una vita normale ma, al tempo stesso, ho chiesto con molta forza al governo nazionale interventi di sostegno, di rimborso, di ristori alle famiglie ed alle attività economiche perché occorre coniugare insieme il diritto alla vita con il diritto allo sviluppo economico della nostra città e della nostra provincia. Rispettiamo queste norme, viviamo questo tempo di sacrifici. Tornerà un tempo di grande normalità anche per la nostra città e per la nostra provincia”, conclude.


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Commenti

    Il Covid di Lampedusa e Linosa è calcolato sempre su Palermo?????

    Tanto il virus continua a fare il suo decorso clinico.

    vergogna,dopo 1 anno e passa ancora non hanno capito ne agito in modo concreto a questa pandemia, l’unica cosa che hanno Saputo fare e’ stato il gioco dell’apri e chiudi, con spese ingente da parte dei commercianti che non hanno comunque ripreso a lavorare

    ‘’Considerata la repentina evoluzione dei contagi’’. Repentina evoluzione un cavolo! È almeno un mese che i casi sono moltiplicati. La verità, grazie a Dio, verrà fuori e finalmente i palermitani avranno giustizia.

    Non si torna alla normalità, lasciando i mercatini aperti! Orlando chiudili!

    I colori sono stati un insuccesso , i soli penalizzati , i
    negozi chiusi , la sola via d’uscita una seria chiusura totale .
    Tutti a casa , con multe certe per i trasgressori .

    Bravo : Tutti a casa e multe pesanti ai trasgressori!

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