PALERMO – Dai fratelli Serio, reggenti del mandamento mafioso di San Lorenzo, ai “cani con la barba” dello Zen, passando per la manovalanza della mafia che spaccia droga. All’indomani del blitz nei rioni Zen e Marinella, arriva una sentenza durissima per i mafiosi del mandamento di Tommaso Natale-San Lorenzo.
Il verdetto del giudice per l’udienza preliminare Carmen Salustro dovrebbe essere un monito per chi è ancora a piede libero. Dovrebbe, appunto. Non andrà così visto che le indagini dei carabinieri che l’anno scorso portarono al blitz dei 181 dimostrò la capacità di Cosa Nostra di scegliere subito nuovi capi e picciotti.
Per alcuni, come i fratelli Serio, prendere il mano il potere significava dare continuità all’azione criminale. Gente condannata che, dopo aver finito di scontare la pena, subito riprendeva il lavoro sporco.
Nunzio Serio aveva a disposizione un cellulare nel carcere di Agrigento dov’era detenuto. Impartiva ordini e direttive, proprio come Salvatore Verga, il personaggio chiave del blitz di ieri che incaricava i picciotti di intimidire commercianti e imprenditori con incendi e raffiche di kalashnikov.
La chat per la droga e i condannati
C’era una chat, gestita da Serio, per il cartello della droga che interessava diversi mandamenti mafiosi: da Porta Nuova a Santa Maria di Gesù.
Scorrendo l’elenco dei condannati ci sono cognomi noti alle cronache come Maranzano e Lo Iacono che hanno trasformato i padiglioni dello Zen 2 in un feudo.
Giovanni Cusimano, anziano boss di Partanna Mondello pure lui fra i condannati, li definiva in maniera sprezzante “i cani con la barba” e sperava nella scarcerazione dei fratelli Serio per metterli in riga.
È lo stesso contesto criminale in cui hanno fatto strada anche gli emissari del racket arrestati ieri.
I condannati
Intanto una sfila di imputati sono stati condannati su richiesta dei pubblici ministero Giovanni Antoci, Felice Debenedittis e Andrea Fusco: Pietro Capraro 6 anni, Marco Cernigliaro 2 anni, Domenico Ciaramitaro 12 anni, Emanuele Cosentino 7 anni e 6 mesi, Giovanni Cusimano 12 anni, Antonino De Luca 6 anni e otto mesi.
E ancora: Mario Ferrazzano 16 anni, Salvatore Finocchio 9 anni e quattro mesi, Rosario Gennaro 4 anni, Salvatore Varsalona 9 anni e 6 mesi, Carmelo Maranzano 6 anni, Francesco Iraci 11 anni e 6 mesi, Khemais Lausgi 9 anni, Gaetano Licata 4 anni, Mariano Lo Iacono 10 anni otto mesi, Mirko Lo Iacono 6 anni e 8 mesi, Paolo Lo Iacono 18 anni, Salvatore Lombardo 8 anni, Angelo Maranzano 9 anni e quattro mesi, Gianluca Spano 6 anni.
Condanna anche per: Francesco Stagno 20 anni, Domenico Serio 20 anni, Nunzio Serio 20, Salvatore Serio 11 anni, Tommaso Spataro 10 anni e 8 mesi, Antonino Mazza 15 anni e otto mesi, Francesco Militano 12 anni e otto mesi, Salvatore Maranzano 11 anni e otto mesi, Amedeo Romeo 11 anni, Francesco Scarpisi 10 anni e otto mesi, Girolamo Semprecondio 2 anni, Carmelo La Mattina 2 anni e 4 mesi.
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Due assolti
Gli unici assolti sono Guglielmo Rubino, che rispondeva di estorsione ed è difeso dall’avvocato Antonio Turrisi, e Salvatore Ruvolo (difeso dall’avvocato Anthony De Lisi), titolare del parco giochi “Bossolandia” di viale Campania: era imputato di tortura per un pestaggio subito dall’autore di un furto.
Riconosciuto il risarcimento dei danni alle parti civili: Comune di Palermo, Federazione antiracket, Sportello di solidarietà, Assoimpresa, Centro studi Pio La Torre, Confcommercio, Sos Impresa.




