Cancelleri rilancia: "Altro che decreto Monti |Ai deputati bastano 6 mila euro al mese" - Live Sicilia

Cancelleri rilancia: “Altro che decreto Monti |Ai deputati bastano 6 mila euro al mese”

Il capogruppo del Movimento 5 Stelle: "Abbiamo dimostrato che si può fare il parlamentare guadagnando molto meno. In un anno abbiamo raccolto 700 mila euro. Con questo ddl verrà un Salvini di turno a darci dei ladri e noi dovremo dargli ragione".

L'intervista a Cancelleri
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PALERMO – “La gente guarda i politici come dei miracolati. Miracolati che grazie a quella elezione hanno risolto i propri problemi economici. E invece no: noi siamo lì per risolvere i problemi degli altri. Siamo i papà della Regione, e come buoni padri di famiglia dobbiamo dare il buon esempio. Dobbiamo rinunciare ai nostri privilegi, prima di chiedere sacrifici ai siciliani”. Il capogruppo del Movimento 5 Stelle Giancarlo Cancelleri va oltre la campagna di LiveSicilia: “Altro che decreto Monti – taglia corto – Bisogna tagliare le indennità dei deputati a seimila euro. L’abbiamo dimostrato in questi mesi a chi ci accusava di fare populismo: è possibile fare i deputati con seimila euro al mese. Se ci riusciamo noi può riuscirci chiunque”.

Beh, devono aver preso alla lettera il vostro “altro che decreto Monti”. Infatti, alla fine, il riferimento al decreto Monti è saltato.

“Questa è la prima porcheria di questo disegno di legge, che non ha neanche la dignità di recepire il decreto Monti. Vede, c’è una larga fetta dei siciliani che dice che lo Statuto va abolito. Non va abolito: va attuato in maniera piena. Noi l’abbiamo usato male. Lo stiamo usando male in questi giorni: recepire così una norma che limitava i privilegi di qualcuno è un esempio lampante di quel che sto dicendo. E qui il rischio è che dal primo dicembre Roma ci imponga il recepimento”.

Il taglio dei trasferimenti è una possibilità concreta?

“Pensa che possiamo evitare di recepire il decreto? Nessuno è ancora riuscito a dimostrare che non è così. Certo, c’è chi dice che non abbiamo l’obbligo di recepimento, che siamo fuori da un’eventuale multa. Ma da cosa deriva questa certezza? L’Italia ha venti regioni e una è diversa dalle altre? A parte il fatto che poi i Salvini di turno verranno a dirci ‘siete ladri’. E noi cosa possiamo rispondergli? Che hanno ragione. Anche perché, me lo lasci dire, questa legge ha un difetto evidente”.

Quale?

“Avendo ancorato le indennità a una percentuale di quelle dei senatori si smette di guardare questo dato. Non avendo un tetto massimo, se un domani si smettesse di stare attenti ai costi della politica l’indennità potrebbe lievitare. Per questo, più del recepimento, era importante definire una tabella con le cifre”.

Come avevate proposto col vostro emendamento.

“E invece niente. Tanto più che nel ddl c’è una finezza. Per spiegargliela, però, devo fare un passo indietro”.

Prego.

“Da noi la legge prevede che l’organo delegato a decidere su questi argomenti sia l’ufficio di presidenza. Ardizzone riceve la palla e che fa? Decide di coinvolgere tutti e 90 i deputati e lancia la commissione speciale. Che nel ddl scrive che l’indennità è l’80% di quella del Senato e poi delega i dettagli all’ufficio di presidenza. E siamo tornati al punto di partenza. Se istituisci una commissione, poi definisci le cifre. Altrimenti sprechi solo tempo”.

A proposito di tempo: voi vi siete portati avanti. Quanto avete raccolto con il vostro fondo?

“Siamo a oltre 700 mila euro. Finalmente, a settembre, la giunta regionale ha approvato il regolamento, che fra l’altro abbiamo contribuito a stilare. Ora si aspetta il parere del Cga. È un problema burocratico, ma speriamo che entro la fine dell’anno il fondo possa partire. Pensi: siamo 14 e abbiamo raccolto 700 mila euro in un anno. Pensi cosa potremmo fare in 90. Per questo proponiamo che si faccia per tutti”.

Lo declini in numeri.

“Proponevamo di portare l’indennità a cinquemila euro lordi, circa 2.800 euro netti al mese, e poi una diaria di 3.500 euro a rendicontazione mensile. Ripeto: se la facciamo noi ce la può fare chiunque. Fin qui abbiamo versato i soldi sul fondo per il microcredito, ma si potrebbe estendere ad altro: ad esempio potremmo usare questi soldi per l’acquisto di macchinari in scuole e ospedali pubblici. Anche perché sui costi della politica c’è molto da tagliare: qui raschiamo il fondo del barile trovando quei 200 o 300 mila euro, e qui si sperpera ovunque”.

Ad esempio?

“Ad esempio sono convinto che la dirigenza dell’Assemblea regionale abbia un costo troppo elevato. Fra l’Assemblea e la Regione ci sono 41 persone che incassano più di 200 mila euro di pensione all’anno. E quelli che vanno oltre i centomila euro sono molti di più. Una pensione di 5 mila euro al mese basterebbe a chiunque, il resto dovrebbe essere recuperato. Ci dicono che sono ‘diritti acquisti’. Ma quando un precario viene licenziato, quando un padre di famiglia perde il lavoro non sono diritti acquisiti? In quel caso non ci si pone il problema. Per salvare questa Sicilia che boccheggia i soldi ci sono, bisogna saperli cercare”.

La nostra campagna è stata appoggiata dal capogruppo del Pd Baldo Gucciardi e da voi. Insieme, Pd e Movimento 5 Stelle hanno 32 deputati. Ne mancano 14. All’Ars ci sono margini di manovra?

“Io spero di sì. Chi più di altri ci ha messo la faccia non mi è sembrato molto convinto. Lo stesso Ardizzone, da quel che ho letto, non ha espresso parole di gioia. Secondo me i numeri ci sono, ma il problema è: cambiarlo come? Ribadisco: non basta applicare il decreto Monti, si può fare di meglio. C’è la possibilità, per una volta, di far parlare bene di noi. Gli 11 mila euro previsti dal decreto possono essere limati. Anche per dare un segnale alla gente”.

A proposito: in realtà i deputati del Movimento 5 Stelle più quelli del Pd sono 33. C’è una new-entry, Rosario Crocetta. Con il quale, prima della sfiducia e soprattutto durante il dibattito di martedì 29, avete avuto a distanza proprio sul tema degli stipendi. Discutere su questo tema è possibile?

“Dalle risposte che ha dato no. Crocetta ha detto che non è vero, che ha rinunciato a una parte dell’indennità. Se lo ha fatto, lo ha fatto a parole, perché i fatti incontrovertibili sono una busta paga pubblicata online. Io posso dirle che da questo mese lavorerò gratis per l’Ars, ma finché non pubblico un documento dovrebbe credermi sulla parola. Per questo noi pubblichiamo ogni mese i bonifici”.

Beh, però il taglio di cui parla potrebbe essere un inizio.

“Quando è uscita la notizia che Crocetta guadagna più di Obama, e di nuovo martedì 29, il presidente ha risposto: ‘Do 1.500 euro al partito, pago 1.000 euro i miei collaboratori’. Insomma, forse dobbiamo fargli una colletta. Ma di che cosa stiamo parlando? Il costo reale è quello, poi come usi i tuoi soldi sono fatti tuoi. Non te l’ha prescritto il medico di versare il contributo al partito o di prendere collaboratori. Mica gliel’abbiamo detto noi di fare quell’annuncio: l’ha detto lui e poi non l’ha fatto. Infatti noi mica ce la prendiamo con gli altri deputati che non si tagliano lo stipendio. No, non credo sia coinvolgibile”.


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