Candidati rettore a confronto |"Più dialogo con le imprese" - Live Sicilia

Candidati rettore a confronto |”Più dialogo con le imprese”

Confronto a viso aperto tra i candidati rettore dell’Ateneo di Catania. Al Camplus d’Aragona l’incontro pubblico dal titolo “Università, giovani e impresa: un rapporto sinergico per lo sviluppo” è servito per capire come la pensano i quattro candidati sul tema della formazione e del lavoro nelle nuove generazioni in rapporto con il mondo delle imprese.

COMPAGNIA DELLE OPERE
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Um momento dell'incontro

CATANIA – L’incontro organizzato dalla Compagnia delle Opere al Camplus d’Aragona ha permesso di riunire insieme i quattro candidati rettore. I quattro protagonisti di questa “campagna elettorale” Vittorio Calabrese, Enrico Iachello, Giuseppe Vecchio e Giacomo Pignataro hanno espresso le loro diverse posizioni, nelle quali è prevalsa la volontà di lanciare un nuova fase di cambiamento nel mondo universitario e contribuire ad uscire dallo stato di crisi che attanaglia la città di Catania. La considerazione posta da Carlo Saggio presidente della Compagnia delle Opere e moderatore dell’evento, parte dalla premessa che “ormai da tempo le forze sociali presenti nella Città di Catania non dialogano più”. Da qui l’esigenza di coinvolgere i candidati alla carica di rettore affinché si facciano promotori per un corretto confronto con il mondo delle imprese, i sindacati, le associazioni. Le reazioni dei quattro relatori non sono passate inosservate, l’Università deve contribuire a lenire la crisi, ponendosi come interlocutore privilegiato tra la città e il mondo del lavoro.

Partendo dalla riflessione fatta da Saggio sull’educazione alla responsabilità e alla libertà i relatori hanno chiarito le loro posizioni. A proposito Giuseppe Pignataro ha ricordato: “Partiamo dalla classe dirigente. Un’adeguata classe dirigente serve a rispettare i canoni di responsabilità e libertà”. Pignataro prosegue: “Guardare alle offerte formative per gli studenti. Innovare e rinnovare le proprie conoscenze, questo tipo di funzione si può portare avanti se abbiamo chiari quali sono gli obiettivi”. Dal canto suo Giuseppe Vecchio, ribadisce che: “la Costituzione Italiana indica quali sono i principi necessari affinché si affermano concetti quali sono la responsabilità e la libertà nella società”. Il direttore di Scienze Politiche continua: “Il modello da proporre è quello del dialogo tra l’università e le istituzioni presenti nella società civile”. Calabrese, invece, spiega che: “da tempo l’Università risente della crisi. Dobbiamo confrontarci con i nuovi modelli, con le sollecitazioni che si presentano nel mondo accademico. Pensare ai concetti di educazione e libertà è importante. Non c’è libertà senza educazione”. Infine, Iachello che ricorda: “Se vogliamo uscire da questa crisi dobbiamo farlo insieme. È vero che si dialoga poco con le forze sociali, ma la cosa sembra reciproca. Quali sono le risposte che si attendono dall’Università. La riforma Berlinguer aveva avviato le basi per l’offerta formativa, ma noi non eravamo preparati. È necessario costruire dei modelli per viverli insieme”. Non sono mancati gli interventi dei rappresentati del mondo imprenditoriale, Salvatore Raffa presidente dell’Etna Valley Raffa afferma: “l’Università deve vigilare sulle attività di ricerca competitive che sono dettate dal mercato globale”. A chiudere Francesco Garraffo professore di economia e gestore e organizzatore dell’evento che spiega: “Il nostro territorio manifesta un bisogno di formazione avanzata, dai giovani laureati ai giovani che iniziano a entrare nel mondo del lavoro, dagli imprenditori ai professionisti. È importante capire come si pone l’Università di fronte a questo bisogno e quali programmi mette a disposizione”.

 


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Commenti

    Scenetta al mare nell’estate del 2011 fra me e il mio vicino di ombrellone, docente di Economia a Catania.
    Io manifesto la difficoltà mia e di tanta altri piccoli imprenditori di reperire sul mercato abili figure dedicate alla vendita: agenti di commercio, account e ruoli simili.
    Chiedo quindi ingenuamente al docente come mai non si organizzano corsi di studio o singoli insegnamenti dedicati alle tecniche di vendita, prendendo spunto dalla PNL o da altre discipline ma l’illustre docente mi risponde “ma la nostra facoltà mica può permettersi di formare piazzisti e venditori!!”.
    Questo la dice lunga sulla distanza siderale esistente fra il mondo universitario e le esigenze delle imprese!

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