Caro Silvio, ci mancherai

Caro Silvio, ci mancherai

Il commiato
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(Pol) Non siamo all’umido affanno di Ferrara e dei suoi foglianti, che proprio non vogliono rassegnarsi all’ineluttabile. Mai ci piacque il cavaliere Silvio Berlusconi, con la sua psiche da Nerone lirico e intanto la città brucia. Eppure – nell’atto del commiato che appare certo nel suo verificarsi e incerto solo nei tempi – dobbiamo confessarlo: Silvio un po’ ci mancherà. Chi verrà al suo posto? Pierluigi Bersani – ottima persona – che paga per una sinistra somiglianza con Gargamella e già appare il contrappasso del Puffo Burlone Silvio? Sarà l’era di Niki che si esprime in esametri? Tornerà al proscenio D’Alema, con le sue mossette, i sorrisetti, gli sbuffetti (nel senso dello sbuuufff che è tipico della sua boccuccia di omino di burro incavolato)? Ci toccherà la vendetta di Prodi, Cincinnato dell’Ulivo che il solco arò, mentre altri seminarono?

Ce li ricordiamo, noi giornalisti, i tempi soporiferi del governo Prodi. L’unico sussulto era, di tanto in tanto, l’erre moscia di Bertinotti. Come chiedere un assolo di chitarra metal ai Cugini di campagna. Invece, con Silvio, Bunga Bunga a ogni piè sospinto, Ruby, il Milan, La Russa, Brunetta, Castelli. Eccetera, eccetera, eccetera. Una fenomenale compagnia. Da domani, Concita De Gregorio con la laica messa del governo riformista di sinistra. La sinistra italiana: cioè, quelli che fanno le stesse porcherie della destra, ma si sentono più buoni. Vuoi mettere il brivido di una canzone accompagnata da Apicella, mentre Roma arde?


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