Casa di riposo 'Covid free' nella zona rossa

Casa di riposo ‘Covid free’ nella zona rossa

Regole severe per tenere fuori il virus dall'Ipab Vagliasindi di Randazzo. Un'esperienza da cui arriva anche una "lezione d'amore".
LA STORIA
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RANDAZZO – Una storia d’amore d’altri tempi. Quando “dare” supera il desiderio “di avere”. Dove la felicità dell’altro è messa al primo posto. Quando proteggere è una priorità dettata dal cuore. Emerge tutto questo dal racconto di Pippo Crimi, 77 anni, presidente dell’Ipab Vagliasindi casa di riposo di Randazzo, una delle quattro città siciliane trasformate in “zona rossa”. “Curare gli anziani è per me una gioia, ma in questi mesi è anche una grande responsabilità”, ammette. 

Il covid-19 è rimasto fuori dalle porte dal palazzo di piazza Rabatà 2 che ospita 35 “nonnini”. “Sono servite regole ferree e severe”, dice Crimi con la sua voce lenta e rassicurante. “Siamo stati un po’ rigidi anche a marzo, aprile e maggio e ora siamo tornati ad esserlo”, spiega.

“Abbiamo deciso di chiudere la casa anche alle visite dei parenti più stretti. Una scelta che serve a proteggere i nostri anziani. Inoltre abbiamo annullato la celebrazione della messa e purtroppo abbiamo sospeso anche l’animazione, un servizio che dava allegria e gioia. Ma a malincuore è stato necessario”, racconta ancora il presidente dell’Ipab. 

Insomma il suo comportamento e le sue scelte ricordano quelle di un papà severo, che si fa guidare dall’amore e dal senso di protezione. 

Lo staff dell’Ipab è composto da 20 operatori e inoltre l’assistenza è garantita a rotazione da due infermiere e dal personale Osa. Tutti, già nel periodo del lockdown, sono stati “formati” alle nuove regole da seguire nella pandemia Covid. Linee guida “sul giusto utilizzo dei presidi di protezione individuale, come indossare il camice, su come accostarsi agli anziani nell’assistenza e nella cura”. Per la sanificazione, invece, hanno deciso di fare un investimento. “Ad aprile ci siamo rivolti a una ditta specializzata, invece ora abbiamo acquistato un macchinario che ci permette di sanificare periodicamente e anche di risparmiare”, afferma. 

Un’operatrice tempo fa è risultata positiva al tampone. “Con grande senso di responsabilità lo ha comunicato immediatamente”, spiega Crimi. Tutti gli operatori si sono sottoposti (a loro carico) prima al tampone rapido e poi a quello molecolare e sono risultati negativi. “Dopo varie sollecitazioni con l’Asp anche gli ospiti sono stati sottoposti al tampone domenica scorsa e anche loro sono risultati tutti negativi”, racconta il presidente dell’Ipab. 

Una piccola vittoria in una Randazzo che appare in questi giorni quasi una città fantasma. “La gente la vedo triste”, commenta Crimi che esorta “a rispettare le regole ma non tirarsi troppo giù di morale”. Ai suoi concittadini, il presidente dell’Ipab, con la sua saggezza lancia un messaggio: “Dobbiamo imparare a rispettare gli altri e a mettere la loro felicità prima della nostra”. Una vera lezione d’amore. 


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