Sanità, rapporto sul grande disastro | Ma Lucia dimentica le dimissioni

Sanità, rapporto sul grande disastro | Ma Lucia dimentica le dimissioni

Sanità, rapporto sul grande disastro | Ma Lucia dimentica le dimissioni
Decidi tu come informarti
su Google.
Aggiungi LiveSicilia
alle tue Fonti preferite:
quando cercherai
una notizia, ci troverai
più facilmente.
AGGIUNGI

La Borsellino arriva a Sala d'Ercole pochi minuti dopo il nuovo attacco del ministro Lorenzin: “Se la Regione non è capace, interveniamo noi”. Alla fine dell'intervento un lungo applauso dei deputati. Del “passo indietro” non si parla più. La solita danza.

ha vinto la politica
di
12 min di lettura

PALERMO –   “Se la Sicilia non è capace, ci pensiamo noi”. Beatrice Lorenzin rispondeva così a Montecitorio alle interrogazioni che piovevano sul caso della morte della piccola Nicole. Se la Sicilia non è capace di mettere a posto la Sanità, interverrà il ministero. Parole persino più dure di quelle che, pochi giorni fa, avevano spinto Lucia Borsellino ad annunciare la presentazione delle proprie dimissioni dal governo. E invece, pochi minuti dopo, l’assessore di Crocetta si presentava di fronte ai deputati di Sala d’Ercole con trenta pagine dattiloscritte di ricostruzione e di buoni propositi. Le dimissioni? L’assessore le ha dimenticate.

Anzi, stando alle dichiarazioni di Crocetta, quelle dimissioni “non sono più in discussione”. Il nodo politico della presenza in giunta di Lucia Borsellino è stato accantonato con la solita, trita, prevedibile rassicurazione di una nuova “visita in Procura”. Nonostante le procure avessero aperto un fascicolo prima ancora che il governatore si fosse accorto della tragedia. L’annunciata passeggiata in tribunale cancella, come fosse un pellegrinaggio nel giorno del Giubileo, errori e peccati. Inefficienze e contraddizioni. In parte emerse persino dalle parole di Lucia Borsellino che ha fatto riferimento, ad esempio, all’imbarazzante vicenda della selezione dei manager delle aziende ospedaliere. Contraddizioni e debolezze sottolineate con la matita rossa dal ministro. Anche oggi. Con frasi durissime.

E in effetti, le parole della Lorenzin avevano un sapore chiaro, un colore ben definito: quello della delegittimazione. Le indagini sulla morte a Catania della piccola Nicole, ha detto il ministro durante il question time alla Camera, hanno riscontrato ”l’assenza di un efficace sistema di governance per la sicurezza dei punti nascita e mancata attuazione del protocollo relativo al trasporto in sicurezza. Abbiamo riscontrato – ha aggiunto – anche scarsa capacità nella casa di cura per procedere nell’immediatezza alla stabilizzazione del neonato e gravi disfunzioni nelle comunicazioni tra il 118 e le strutture contattate”. In pochi secondi la Lorenzin ha “censurato” la sanità pubblica, la sanità privata, le strutture siciliane deputate alla gestione dell’emergenza. Poi, la carezza: “Abbiamo lavorato in piena collaborazione con l’assessorato regionale alla Salute”. Un edulcorante piazzato nel mezzo dell’aspro intervento del ministro. Ma il retrogusto è quello amaro, ugualmente. Come confermato dall’immediato attacco, all’Ars, del partito della Lorenzin, il Nuovo centro destra che parla, a proposito dell’intervento della Borsellino in Aula, di un “discorso autocelebrativo. Le disfunzioni quotidiane, i casi di malasanità, che si registrano, stanno a dimostrare che siamo lontani da quanto è stato ribadito oggi in Sala d’Ercole. Attendiamo di avere elementi più chiari”.

Perché al momento, in effetti, la situazione è tutto fuorché nitida. È un mare vischioso dentro il quale c’è una clinica privata alla quale forse è stato sospeso l’accreditamento (non revocato, ma si avvia il procedimento). Ci sono dei manager che non avrebbero nemmeno risposto al telefono all’assessore nelle ore della tragedia, ma non sono nemmeno chiamati in causa. Le responsabilità personali e quelle gestionali si confondono rendendo semplice, di ora in ora, lo “scaricabarile” di qua o di là. C’è un inchiesta che è ancora tutta da fare. E c’è un governo nazionale che va per conto suo, nonostante parli di “piena collaborazione” con l’assessorato. Un clima apparentemente disteso che non emergerebbe affatto nemmeno dall’intervento a Sala d’Ercole di Lucia Borsellino. Un passaggio, su tutti. Siamo nelle ore immediatamente successive alla morte della piccola. “Nel giro di poche ore e prima del mio rientro a Palermo, – ha ricordato Lucia Borsellino – ho appreso dagli organi di stampa che il ministro avrebbe inviato gli ispettori in Sicilia per far luce sulla corretta erogazione dei livelli essenziali di assistenza da parte del sistema sanitario regionale”. Il ministro, insomma, avrebbe inviato gli ispettori in Sicilia senza nemmeno avvisare l’assessore. Che apprende la notizia “dagli organi di stampa”.

Cosa serve ancora quindi, a Lucia Borsellino, per lasciare questo governo? Che cosa deve ancora succedere, oltre la morte della piccola Nicole e oltre l’indecente scandalo dell’elisoccorso, per spingere Lucia ad una seria riflessione sulla sua lunga presenza ai vertici della Sanità siciliana? Cosa può essere più convincente del rischio di passare alla storia recente della Sicilia come l’unico assessore “commissariato” a causa di inadempienze amministrative?

E perché l’assessore è ricaduta in questa irrefrenabile danza? Era già successo in occasione del “caso Humanitas”, quando aveva fatto intendere di essere pronta al passo indietro. Salvo poi ricevere gli inviti “a restare” da parte spesso della stessa politica che l’aveva cacciata nel guaio. Dimissioni annunciate, quasi come fosse un gesto catartico, buono per esorcizzare l’altro rischio: quello di essere accomunato a un Pistorio, Lagalla, Cittadini qualunque.

Il pericolo, insomma, per la figlia di Paolo Borsellino, è che a convincerla, ogni volta, sia la politica. Quella che lei cita nel suo lungo intervento. “La politica che vuole conservare lo status quo”. La stessa politica, però, a essere onesti, che in molti casi sostenne il governo di Raffaele Lombardo. Lo stesso che lanciò Lucia Borsellino ai vertici della Sanità siciliana, dopo anni di apprezzato e onesto lavoro nei ranghi dell’amministrazione. Lì, all’ombra (o alla luce) del pm antimafia Massimo Russo, era già un elemento cardine di quel sistema che, stando alle parole del “suo” governatore Crocetta, ha contribuito alla “manciugghia” della Sanità, come si evince ad esempio da alcune plateali denunce. A cominciare dalla vicenda dei “pannoloni” che coinvolse Salvatore Cirignotta. Voluto da Massimo Russo. Quando Lucia era al suo fianco. E il governo era sostenuto da autonomisti, democratici della prima e primissima ora, persino dagli ex fascisti che si rispecchiarono in Gianfranco Fini (a sostegno di Alessandro Aricò, ex Futuro e Libertà, verso la corsa alla poltrona di sindaco di Palermo, Massimo Russo mise in piedi persino una lista elettorale). C’erano ex democristiani ed ex berlusconiani. Allora, come oggi. Non da due, ma da quattro, cinque, sette anni a questa parte.

 

 

Sono loro (in qualche caso è cambiato il volto, in altri nemmeno quello) a tributare a Lucia Borsellino una “standing ovation”, alla fine del suo lungo intervento a Sala d’Ercole. Un tributo che suonava tanto come un: “Sei una di noi”. Sei anche tu la politica, quella lì. Quella che non vuole cambiare nulla. A cominciare dalla poltrona di assessore alla Salute.


LA DIRETTA DALL’ARS

19.30 “La standing ovation di quasi tutta l’Aula alla fine della relazione approfondita svolta da Lucia Borsellino rappresenta la migliore testimonianza di fiducia del parlamento regionale nei confronti del suo assessore alla Salute. Pur non potendo, ovviamente, esplicitare appieno tutti i contorni ancora non chiariti della tristissima vicenda della neonata tragicamente scomparsa, l’assessore Borsellino ha con fermezza e chiarezza toccato i punti nodali della sua azione risanatrice e di rilancio sul piano della credibilità e dell’efficienza della sanità isolana in genere, ed in particolare del settore materno-infantile. Non si faranno sconti a nessuno. Chi ha sbagliato deve pagare, ma è anche vero che gli sciacalli e le iene dovranno essere definitivamente cacciati fuori dal mondo della sanità. Non ci possiamo più permettere di avere all’interno del nostro sistema sanitario regionale gente che lavora per distruggere, buttando tutto in sterile polemica, ciò che altri faticosamente ed operosamente costruiscono col lavoro di ogni giorno. Le responsabilità ove accertate, sono quasi sempre personali e soggettive. Queste colate di fango sull’immagine della Sicilia, in Italia e nel mondo, rappresentano quanto di peggio alcuni loschi individui, non meglio identificati, sperano possa apparire all’esterno. Rinnoviamo pertanto piena ed incondizionata fiducia a Lucia Borsellino a nome di tutto il gruppo parlamentare”. Lo afferma Giuseppe Picciolo, capogruppo del Pdr all’Assemblea regionale siciliana.

19.03 Riunione di giunta attualmente in corso a Palazzo dei Normanni. L’Aula è rinviata a domani per l’approvazione del Dpef, gli altri elementi all’ordine del giorno, tra cui il Testo unico alle attività produttive, slittano alla prossima settimana.

19.00 Ardizzone: “Il governo regionale è in grave ritardo sulla manovra finanziaria”.

18.50 “Ritengo un atto gravissimo che ai deputati non sia stata data la possibilità di dibattere al termine dell’intervento in Aula dell’assessore regionale alla Sanità, Lucia Borsellino. Il presidente dell’Ars non può vietare un diritto dei parlamentari, così come previsto da regolamento, soprattutto dinnanzi a un fatto di tale gravità che riguarda tutto il sistema della sanità siciliana e, di conseguenza, gli aspetti atti a garantire la sicurezza dei pazienti”. A dirlo è il deputato regionale del Pds-Mpa all’Ars, Giovanni Greco al termine delle comunicazioni dell’assessore Borsellino in merito alla vicenda della piccola Nicole, la neonata morta a Catania la scorsa settimana poco dopo essere venuta alla luce.

18.40 “E’ un grave errore fare riferire l’assessore Borsellino all’Ars sul caso Nicole senza consentire all’aula stessa di fare delle valutazioni sull’operato politico del governo Crocetta. E’ infatti molto semplice cavarsela con un monologo senza dar vita al contraddittorio. Purtroppo capiamo che il governo Crocetta ha chiesto di ripiegare in tal senso, impedendo alla Sicilia di conoscere fino in fondo le gravi responsabilità e inadempienze di Palazzo d’Orleans sul servizio sanitario regionale e sulla qualità delle prestazioni ospedaliere offerte ai cittadini. Il presidente Ardizzone, nella sua veste buonista, lo ha consentito”, lo dichiara l’onorevole Marco Falcone, capogruppo di Forza Italia all’Ars.

18.19 Si conclude l’intervento di Lucia Borsellino. Applausi da parte dei deputati regionali. Ardizzone: “L’intervento dell’assessore è stato molto chiaro”.

18.14 Borsellino: “Alcune dichiarazioni anche di organi istituzionali rischiano di danneggiare l’immagine della Sanità siciliana. Sarebbe stata più utile anche un dibattito politico più sereno. A volte interessi particolari si scontrano con l’interesse comune. Non si fa il proprio dovere perché qualcuno ci dica grazie, ma perché è giusto”.

18.08 Borsellino: “Ecco i primi esiti dell’ispezione congiunta tra Regione, Ministero e Nas. Intanto, la necessità di rendere più efficace la governance dei punti nascita. Fare autocritica è necessario e non faremo sconti. Pensare che il mancato completamento della rete dell’emergenza a Catania sia stato il motivo della tragedia può apparire strumentale”.

18.02 Borsellino: “Abbiamo avviato il procedimento di sospensione dell’accreditamento per la clinica Gibiino, per tutelare la stessa clinica. Intanto per il rapporto tra numero dei pediatri, solo due, e numero di parti ogni anno, oltre a una serie di altre incongruenze”.

17.58 Borsellino: “Non abbiamo potuto sapere come mai la piccola non sia stata portata al Pronto soccorso del Policlinico”.

17.55 Borsellino: “Ai dirigenti delle aziende ospedaliere abbiamo chiesto se piccoli pazienti in condizioni meno gravi non potessero essere spostate in altre Utin e di quanti posti letto disponessero e quanti di questi fossero occupati. Dagli ospedali ci hanno risposto che la richiesta di posti letto giunta dalla centrale operativa non specificava la gravità delle condizioni”.

17.52 Borsellino: “Alla Centrale operativa abbiamo chiesto la registrazione delle chiamate e perché della scelta di Ragusa e non di sede più vicina. Ci è stato detto che l’operatore ha cercato un posto in tutte le aziende più vicine e aver avuto una risposta positiva solo da Ragusa”.

17.49 Borsellino: “La scelta di un ambulanza in convenzione è possibile solo se l’equipe era la stessa della clinica. Abbiamo anche chiesto anche come mai l’ambulanza fosse partita con oltre un’ora di ritardo”.

17.43 Borsellino: “Non è vero che i posti letto Utin in Sicilia siano pochi. Anzi, sono superiori allo standard nazionale. Semmai vanno verificati tutti i passi dell’assistenza alla piccola Nicole. Nonostante già nelle ore successiva alla notizia si parlasse già di commissariamento della Regione, mancavano ancora i dati da parte dei soggetti interessati all’assistenza della piccola. Il direttore sanitario della clinica Gibiino ci ha fatto sapere che non aveva una relazione pronta su quanto successo, tranne che le notizie sulle condizioni della mamma. Poi che la neonata era stata rianimata e aveva già difficoltà respiratorie”.

17.36 Borsellino: “La Sicilia è stata tra le prime Regioni d’Italia ad adeguarsi alla nuova normativa sull’area materno-infantile”.

17.32 Borsellino: “Ho appresso dagli organi di stampa, il 12 febbraio della morte di Nicole, nata nella casa di cura Gibiino, ma che non è stata ricoverata in nessuna delle aziende ospedaliere di Catania e Siracusa. Ho immediatamente dato disposizione di avviare indagini ispettive. Nella stessa serata ho inviato formale richiesta al ministro Lorenzin per un’ispezione congiunta insieme agli organi ministeriali. Quindi ho convocato un vertice con i dirigenti del mio assessorato. Dagli organi di stampa ho saputo che il ministero avrebbe inviato gli ispettori”.

17.30 Borsellino: “La vicenda dei manager, che doveva nascere dal principio della trasparenza, si è dilungato a causa delle diatribe politiche, fermo restando che quella scelta avviene intuitu personae, fermo restando il vincolo della lista degli idonei. La politica si opponga al mantenimento dello status quo”.

17.29 Borsellino: “Devo ammettere che a volte anche spostare un dirigente è stato difficile, per me, a causa delle resistenze di chi non vuole il cambiamento. Questo e altri elementi hanno resto il mio mandato assessoriale molto pesante”.

17.27 Borsellino: “Non è scongiurato il rientro della Sicilia nei Piani di rientro, difficilmente sostenibile per la nostra Regione. Noi siamo pronti ad affrontare le sfide, purché ad esempio però il ministero trasferisca alla Sicilia le somme che spettano alla nostra Regione e destinate all’ammodernamento”.

17.24 Borsellino: “La rete ospedaliera è un atto di priorità assoluta. Questo piano consentirà di sbloccare i concorsi nella Sanità. In questi due anni per mantenere inalterati o per migliorare i livelli delle cure, abbiamo dovuto operare anche attraverso assunzioni a tempo determinato, provocando una precarietà non voluta”.

17.20 Borsellino: “Negli ultimi cinque anni sono stata in prima fila per sostenere il Servizio sanitario. E l’ho fatto credendo ai principi di trasparenza, di giustizia e di pari accesso alla Sanità. E’ innegabile che oggi il settore abbia compiuto passi avanti riconosciuti in questi anni anche dal punto di vista economico, con tagli agli sprechi”.

17.16 “Far luce su quanto accaduto è necessaria. Dobbiamo chiarire tutti gli aspetti. Non posso nascondere un senso di costernazione. La vicenda e la dinamica lascia attoniti e increduli” esordisce l’assessore.

L’assessore Lucia Borsellino è a Sala d’Ercole. Chiarirà ai deputati la vicenda che ha portato alla morte della piccola Nicole. Proprio oggi il ministro alla Salute Beatrice Lorenzin ha fatto nuovamente riferimento al possibile intervento del governo Renzi sulla Sanità siciliana. Dopo l’intervento dell’assessore, però, non ci sarà un dibattito d’Aula. “Non è questo il momento di aprire un dibattito – spiega il presidente Ardizzone – visto che ci sono indagini in corso”.

Partecipa al dibattito: commenta questo articolo

Segui LiveSicilia sui social


Ricevi le nostre ultime notizie da Google News: clicca su SEGUICI, poi nella nuova schermata clicca sul pulsante con la stella!
SEGUICI