Casse vuote, magazzini pieni: il grido di dolore del settore moda

Casse vuote, magazzini pieni: il grido di dolore del settore moda

Foto di Jordan Nix da Unsplash

Commenti

    condivido la tua analisi in via lincoln siamo messi come dici tu malissimo

    I ristori sono proporzionali alla perdita di fatturato, in ragione del 20% circa. Leggendo l’articolo i conti non mi tornano. Forse alcuni commercianti pagano il fatto che avrebbero dovuto fare “qualche” scontrino in più? Chiedo per un amico.

    Rispondo ad Alfredo grillo.
    Caro sg. Grillo la invito prossimamente a recarsi presso il mio negozio di abbigliamento in via Roma a sostituirmi, facendole io da commesso e sono sicuro che lei sarà in grado di risolvere tutti i problemi compresi stipendi e scadenze magari mettendoci di suo come io e altri colleghi stiamo facendo da inizio pandemia.
    Dica al suo amico che a posto di fare il coniglio esca allo scoperto e si confronti con noi commercianti che da sempre siamo stati il volano dell’economia.

    Si salva solamente il settore del lusso che, come sempre anche nei momenti di maggiore crisi, continua a tirare alla grande in virtù del fatto che coloro che sono ricchi e possono spendere non risentono delle fasi cicliche dell’economia.

    Durante la guerra i negozi non sono illuminati e non esiste movida o stadi pieni.
    Ammettiamo che siamo in guerra con un nemico che é ovunque e ci bombarda silenziosamente. La vita é cambiata, quindi dobbiamo cambiare modo di vivere e lavorare, sperando che finisca presto e bene.

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Brancaccio: ora basta polemiche. È il tempo del fare. Leggo oggi dei "sette anni di polemiche" che hanno preceduto la posa della prima pietra dell'asilo di Brancaccio. Come cittadino, e come professionista che vive il quartiere accanto a Maurizio Artale, sento di dire una cosa semplice: adesso basta. Brancaccio non ha bisogno di altre discussioni, ma di mattoni, servizi e dignità. La gioia che provo oggi non cancella l'amarezza per il tempo perso, ma ci carica di una responsabilità nuova: quella di custodire e difendere l'esecuzione di quest'opera, giorno dopo giorno, affinché non subisca altri rallentamenti. Seguo il Centro di Accoglienza Padre Nostro - ETS come commercialista, occupandomi con il mio staff di ogni aspetto fiscale e contabile. È un lavoro tecnico, spesso silenzioso, fatto di battaglie quotidiane sulla Tari, sull'Imu e sulla corretta gestione delle risorse. Ma è proprio qui che la legalità diventa sostanza: nel garantire che ogni centesimo sia protetto e destinato a ciò che conta davvero. Don Pino Puglisi non chiedeva passerelle, chiedeva un asilo. Chiedeva atti coerenti. Oggi quel sogno comincia a diventare realtà grazie alla determinazione di Maurizio e di chi non ha mai smesso di crederci, nonostante l'ostruzionismo e le false rappresentazioni. Sento l'orgoglio di far parte di questa comunità e di aver messo un piccolo, minuscolo pezzetto di questo traguardo attraverso il mio lavoro. Buon lavoro, Brancaccio. Ora non servono più annunci, serve vigilanza e impegno. Il futuro si costruisce e si protegge ogni giorno. Antonino Maraventano

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