Catania, dissesto Pedara: non decade la giunta - Live Sicilia

Pedara, dissesto: l’amministrazione non decade

La nota del Comune etneo: "Saranno solo suddivise le spese correnti da quanto andrà per i debiti pregressi"
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CATANIA – L’insediamento dei Commissari per il dissesto del comune di Pedara non implica il decadimento del sindaco e della giunta: è quanto si legge in un comunicato della stessa amministrazione pedarese. “Saranno solo suddivise le spese correnti da quanto andrà per i debiti pregressi”, scrive l’amministrazione.

Il testo del comunicato

Nonostante gli innumerevoli sforzi compiuti dall’ Amministrazione comunale per avviare un percorso di risanamento delle casse comunali lo scorso 29 luglio il comune di Pedara ha dichiarato il dissesto e il prossimo mese si insedieranno i commissari.

L’insediamento dei Commissari non implica il decadimento né del Sindaco, né della Giunta, né del Consiglio comunale. Saranno solo suddivise le spese correnti da quanto andrà per i debiti pregressi.

È stato un disavanzo di 15 milioni di euro maturato in cinque anni, dal 2015 al 2020, a costringere il Consiglio comunale a ricorrere alla dichiarazione di dissesto. L’Amministrazione Cristaudo sin dal suo insediamento – avvenuta solo nell’ottobre del 2020- si è messa subito a lavoro per capire lo stato di salute dell’Ente, e alla chiusura del 2021 con il bilancio consolidato del 2020, ha concretizzato l’effettivo debito del Comune. Alla base di tale situazione la scarsa riscossione dei tributi e quindi l’inevitabile anticipazione di cassa dell’Ente, che obbliga per legge alla creazione di un fondo in cui il Comune deve destinare parte degli accantonamenti relativi al gettito fiscale non incassato, ma che intende incassare.

“A generare il problema sono soprattutto i 18 milioni di euro anticipati dal Comune sin dal 2004 per coprire la Tari e l’IMU non incassati – afferma il Sindaco Cristaudo- Situazione difficile che ci aveva già spinti a inserire nel programma elettorale, le preoccupazioni legate allo stato di salute delle casse comunali. Abbiamo sempre detto che la situazione economica dell’Ente andava rivista – spiega Cristaudo -, perché già nella precedente consiliatura ci eravamo resi conto che qualcosa non andasse: in sede di approvazione del bilancio 2020 ci siamo accorti che c’era un disavanzo di 15 milioni e 500mila euro. Ecco perché abbiamo speso questo tempo per conoscere una volte per tutte la situazione debitoria dell’ente. La mancata approvazione di questa Amministrazione degli atti nei tempi congrui, di fatto, non ha cambiato la situazione ma ha reso possibile conoscere finalmente la situazione debitoria che abbiamo ereditato”.

Lo sforzo dell’Amministrazione comunale pedarese dunque è stato massimo per evitare quest’atto: “Sono rammaricato – sottolinea ancora il Sindaco- di questa pagina buia della nostra città, però bisogna avere il coraggio nei momenti difficili di affrontare le situazioni. Sicuramente in questa fase saremo ulteriormente chiamati a contrarre le spese correnti, le piccole manutenzioni, e per questo chiedo già da subito scusa alla mia città. Ma questo è un dovere – anzi un atto necessario- affinché si possano pareggiare i conti, avere finalmente un bilancio secondo le disposizione delle norme attuali, serio, concreto e realmente fattibile, dove si possa fare una programmazione precisa e puntuale degli interventi da fare”.

“Non per questo ci sottraiamo nel migliorare i servizi – prosegue il sindaco – Il nostro sarà un intervento concreto e tangibile, infatti quest’anno nonostante le tante difficoltà, per la prima volta la TARI scende. È un momento particolare che ci deve restare impresso nella nostra memoria ma allo stesso tempo, come si dice ai bambini, ad ogni caduta bisogna rialzarsi subito e non dico correre ma ricominciare a camminare, questo è l’augurio che faccio a tutta la mia Amministrazione, a tutti i Consiglieri ma specialmente lo faccio alla nostra Comunità, per Pedara”.


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