Catania, l’ergastolo al presunto “infermiere–killer”: iniziato l’appello

Catania, l’ergastolo al presunto “infermiere-killer”: al via l’appello

I giudici, dopo la relazione del giudice relatore Cosentino, hanno rinviato a marzo
CORTE D'APPELLO
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CATANIA – E’ entrato nel vivo oggi il processo di secondo grado a carico di Vincenzo Villani Conti, dinanzi alla Corte d’assise di appello di Catania, presieduta da Elisabetta Messina. L’imputato è il “presunto infermiere-killer” del Cannizzaro. In primo grado è stato condannato all’ergastolo per il duplice omicidio di due anziane. Avrebbe somministrato loro benzodiazepine uccidendole.

Il giudizio di secondo grado si celebra su ricorso della difesa. Villani Conti è assistito dagli avvocati Salvatore Liotta e Francesco Calabrese. Sono state depositate due impugnazioni corpose contro la sentenza della Corte d’assise.

Il rinvio deciso dai giudici: 24 marzo

In apertura di udienza la Corte ha disposto il rinvio al 24 marzo. In quella data deciderà sulla richiesta istruttoria avanzata dalla difesa. L’accusa in appello è sostenuta dal sostituto procuratore generale Rosa Miriam Cantone e dal pm Alessandra Russo. Sono parti civili i parenti delle vittime.

È costituito anche l’ospedale Cannizzaro, rappresentato dall’avvocato Eleonora Baratta, solo come parte civile. Presente inoltre l’associazione Codici per i diritti del cittadino. L’ospedale era stato inizialmente indicato come “responsabile civile”, ma come tale è stato estromesso, su eccezione dell’avvocato Baratta.

Il ricorso della difesa: alcuni punti

La difesa, in sostanza, ha contestato vari punti della condanna di primo grado. I legali, per citare alcuni punti, ritengono che la sentenza sia fondata sulla presunta confessione extraprocessuale che l’imputato avrebbe reso agli psicologi. L’inchiesta è partita proprio dalla professionalità dei medici, che hanno applicato la legge.

La difesa ha contestato anche il rilievo attribuito alle tracce di benzodiazepine rinvenute. È un punto che da tempo è stato al centro delle critiche dei difensori; e di vari consulenti, secondo cui non ci sarebbe stata prova che le sostanze rinvenute nel corpo delle anziane sarebbero bastate a ucciderle. Tra le ragioni del ricorso vi è infatti il contrasto tra le posizioni dei consulenti del pubblico ministero, della difesa e dei periti nominati dalla Corte d’assise.

Il verdetto di primo grado

In primo grado una giuria lo ha riconosciuto colpevole di aver ucciso le due anziane ammalate. Secondo l’accusa avrebbe somministrato loro delle dosi controindicate di farmaci. Le morti sono avvenute in ospedale, tra la fine del 2020 e l’inizio del 2021.

Villani Conti è processato a piede libero. Si è sempre professato innocente. Per l’accusa avrebbe agito per una sorta di ritorsione contro l’ospedale. In quel periodo, agli psicologi, avrebbe detto di vivere “uno stato di preoccupante distacco emotivo maturato nei confronti dei pazienti a causa del comportamento vessatorio”, che percepiva da parte dei suoi superiori.


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