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Tra Scilla e Cariddi c'è un presidente che sale sul podio e ringrazia per l'attestato di stima dei suoi concittadini. Con il ponte, un solo presidente. Quale? Che domanda!
Dopo i primi cinque posti della classifica Swg sul gradimento dei presidenti di Regione, al sesto posto si collocano a pari merito Michele De Pascale (Emilia-Romagna) e Stefania Proietti (Umbria), entrambi al 45%, anche se la governatrice umbra registra il calo più marcato rispetto al 2025 con otto punti in meno. Seguono Eugenio Giani (Toscana) al 42% (-5), Alberto Cirio (Piemonte) al 40% (-2), Marco Bucci (Liguria) e Francesco Acquaroli (Marche) al 37%, con il presidente marchigiano stabile rispetto allo scorso anno. Più indietro Attilio Fontana (Lombardia) al 35%, senza variazioni, e Marco Marsilio (Abruzzo), Alessandra Todde (Sardegna) e Vito Bardi (Basilicata), tutti al 33%, ma con cali rispettivamente di 2, 4 e 6 punti. Chiudono la graduatoria Francesco Rocca (Lazio) al 29% (-2) e Renato Schifani (Sicilia) al 25%, stabile rispetto alla precedente rilevazione.
Interventi spot costosi quanto inutili, gli faranno trovare qualcosa per farli contenti
Non cambia mai nulla, che delusione.
Come volevasi dimostrare. È stata una farsa, hanno dato l' illusione che ci fosse un cambiamento. In realtà troppi collusi da smontare. Solo un intervento del Padre da lassù in questa terra bruciata.


colpevole Unico POGLIESE : Non si è dimesso subito e di conseguenza non si è andati a VOTARE PRIMA per l’elezione di un nuovo Sindaco . Addirittura è stato premiato e inserito nella lista blindata delle elezioni nazionali ( fra l’altro con immunità compresa per ben 5 anni ). Non ci sono altre storie da raccontare ….. ma non preoccupatevi adesso per 15 gg i Catanesi dimenticheranno tutto … c’è la festa di Sant’Agata . La città è allo sbando, trionfa l’economia sommersa , anche la Chiesa guarda e non alza mai la testa in difesa degli emarginati e indifesi. Emilio , indignato e purtroppo rassegnato.
E’ sospesa se non sparita… la voglia di sognare dei catanesi.
Si sono affidati ad una classe politica incapace di vedere oltre l’orizzonte.
Incapace di emozionarsi all’alba di un lungomare sventrato da anni di menefreghismo assoluto.
Incapace di manifestare una lungimiranza volta alla valorizzazione delle bellezze del barocco.
Incapace di veder ben oltre il proprio sporco e limitato interesse di botteguccia.
Incapace di pensare ed immaginare una città europea in Europa.
Capace solo a mantenersi e riciclarsi con questo o quel vestito.
Il catanese ha smesso di sognare e sempre sonnacchioso girerà la guancia dall’altro lato del cuscino, lasciando dormire ancora Catania, riaffidandola ai soliti affaristi, portaborse, sbrogliafaccende che pur di mantenere il loro orticello e quello degli amici, conoscenti, simpatizzanti, amanti daranno gli scarti al popolino, che anche questa volta penitente e riconoscente apporrà in bella vista l’espressione di consenso spoglio di qualità.