Catania, una città sospesa

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catania centro storico
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Commenti

    colpevole Unico POGLIESE : Non si è dimesso subito e di conseguenza non si è andati a VOTARE PRIMA per l’elezione di un nuovo Sindaco . Addirittura è stato premiato e inserito nella lista blindata delle elezioni nazionali ( fra l’altro con immunità compresa per ben 5 anni ). Non ci sono altre storie da raccontare ….. ma non preoccupatevi adesso per 15 gg i Catanesi dimenticheranno tutto … c’è la festa di Sant’Agata . La città è allo sbando, trionfa l’economia sommersa , anche la Chiesa guarda e non alza mai la testa in difesa degli emarginati e indifesi. Emilio , indignato e purtroppo rassegnato.

    E’ sospesa se non sparita… la voglia di sognare dei catanesi.
    Si sono affidati ad una classe politica incapace di vedere oltre l’orizzonte.
    Incapace di emozionarsi all’alba di un lungomare sventrato da anni di menefreghismo assoluto.
    Incapace di manifestare una lungimiranza volta alla valorizzazione delle bellezze del barocco.
    Incapace di veder ben oltre il proprio sporco e limitato interesse di botteguccia.
    Incapace di pensare ed immaginare una città europea in Europa.
    Capace solo a mantenersi e riciclarsi con questo o quel vestito.
    Il catanese ha smesso di sognare e sempre sonnacchioso girerà la guancia dall’altro lato del cuscino, lasciando dormire ancora Catania, riaffidandola ai soliti affaristi, portaborse, sbrogliafaccende che pur di mantenere il loro orticello e quello degli amici, conoscenti, simpatizzanti, amanti daranno gli scarti al popolino, che anche questa volta penitente e riconoscente apporrà in bella vista l’espressione di consenso spoglio di qualità.

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La Russa e Musuneci hanno solo danneggiato Schifani, se stavano zitti era meglio. Chi lo aiuta davvero, guarda caso, sta zitto e parla quando è necessario; è l'unico personaggio politico che esprime in Sicilia il meglio che la coalizione di centro destra può esprimere: Tamajo. Lo dico non da elettore di destra, come non lo sono di sinistra o di centro. Guardo i fatti, le persone, la loro la storia, l'impegno, lo stile; per il bene della Sicilia.

Caro Direttore, Carolina Varchi indica con chiarezza ciò che ancora non funziona: giovani che partono, liste d’attesa interminabili, rete idrica inefficiente, trasporti inadeguati, aree interne che si spopolano. E chiede riforme di sistema, obiettivi misurabili e una politica capace di guardare oltre il quinquennio. Ma proprio qui nasce una domanda: se dopo cinque anni questi problemi restano, perché la risposta dovrebbe essere necessariamente altri cinque anni con lo stesso Presidente? La continuità deve riguardare le buone riforme e i risultati raggiunti. Per ciò che invece non è stato realizzato, il ricambio può essere una risorsa. Conserviamo ciò che ha funzionato. Per quello che resta da fare, forse è proprio il momento di cambiare.

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