La Smorfia di 'Scateno' contro gli elefanti del Palazzo

La Smorfia di ‘Scateno’ contro gli elefanti del Palazzo

Chi è l'uomo che cerca la scalata a Palazzo d'Orleans. Contro tutti.
DIARIO ELETTORALE
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E va bene che (S)Cateno De Luca da Fiumedinisi non è Winston Churchill – anche se le biografie di entrambi sono rintracciabili su wikipedia – e che potrà aspirare, al massimo, a vincere una battaglia politica, non una guerra mondiale… Però, perché non prendere sul serio la sua cavalcata scatenata su Palazzo d’Orleans? Pure quelli che lo sfottevano, con un senso crescente di inquietudine, adesso un po’ lo guardano con sospetto, quando non lo temono. E non per la sua concreta statura politica che, in un contesto normale, sarebbe comodamente aggirabile, ma perché si sa che sono le magagne delle coalizioni maggiori a favorire la navicella corsara dell’ex sindaco di Messina.

Guardiamo al centrosinistra, cosa fa il centrosinistra? Richiama in servizio una persona perbene come Caterina Chinnici, di cui tutto si può dire salvo che scaldi gli animi e li chiami alla pugna elettorale. Già Franco Miceli, silurato a Palermo, risultava un filino più deciso. E poi ci sono le incognite. Cosa faranno i grillini? Accetteranno di portare acqua alla candidata delle primarie o cederanno alla tentazione del colpo di coda?

Guardiamo al centrodestra, cosa fa il centrodestra? E’ riunito, da mesi, in un interminabile vertice-fiction, spezzettato in diverse puntate, per stabilire chi debba comandare. Comanda chi segna l’ultimo gol? Comanda chi omaggia il pallone? Chi sarà il prescelto? Ogni tanto, da una porticina, si mostra il volto sorridente di Gianfranco Miccichè che rassicura i presenti, mentre, dall’interno, si odono echi di capocciate, dopo rincorse di parecchi metri.

Ecco perché lo scatenato Cateno pensa di potersi giocare le sue carte, con la sua strepitosa faccia da bluff che conduce gli altri, invariabilmente, alla suggestione di una mano superbamente servita. Lui è il proverbiale topolino che mostra i denti all’elefante, finché lo prendono sul serio. Lui è il numero ventidue della smorfia napoletana: ‘O pazzo, non per diagnosi, ma per una risonanza oggettivamente meramente politica in cui Cateno, appunto, si scatena pur di tentare la scalata a dispetto dello schema logico. Una pazzia, che qualcuno potrebbe giudicare felice, nel ricusare ogni matrimonio d’interesse e tirare dritto.

Certo, non mancano i colpi gobbi del destino, come l’election day: per un topolino sarà più difficile mettersi in risalto, quando gli elefanti riprenderanno la marcia compatta verso il potere, favoriti da un appuntamento che premierà la polarizzazione dei consensi e le organizzazioni più sperimentate. E sarà proprio in quel frangente che, dal sacchetto delle speranze e delle smorfie, per tanti, uscirà il novanta: ‘A paura. (Roberto Puglisi)


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