Centrale unica della Regione | Sospeso il bando da 31 milioni

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La piattaforma informatica. Carteggio tra Baccei e Ingroia. Sullo sfondo gli attacchi di Crocetta.

Il decreto
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2 min di lettura

PALERMO – Stop al bando da 31,7 milioni di euro per l’affidamento della gestione dei servizi per la piattaforma informatica della Centrale unica di committenza della Regione. Il responsabile della centrale, l’avvocato Fabio Damiani, ha firmato un decreto con il quale sospende il bando che era stato inviato per la pubblicazione anche alla Gazzetta europea, “alla luce della corrispondenza intercorsa tra Sicilia e-Servizi e l’assessorato all’Economia che rendono necessaria un’attività di verifica della procedura”.

Il tema è quello che era stato oggetto dello scontro tra il presidente della Regione Rosario Crocetta e l’assessore all’Economia Alessandro Baccei sulla centrale unica che gestisce i maxi-appalti. I cui importi sono tali,. ha sostenuto nelle scorse settimane Crocetta, da tagliare fuori le imprese siciliane privilegiando quelle del Nord. “Le aziende siciliane si tutelano non col protezionismo ma aiutandole a crescere”, aveva ribattuto il renziano Baccei.

Alla base della decisione, spiega Baccei, non c’è una ragione politica ma tecnica. “Sulla base di una legge nazionale, recepita da una legge regionale si era predisposto un bando che prevedeva una fee sul transato a chi si aggiudica le gare per pagare i costi di gestione della piattaforma informatica

e i servizi connessi. Sulla base di questo ho fatto un decreto assessoriale – spiega Baccei – che definisce gli scaglioni, il massimo è l’1,5 per cento, di modo che l’operazione avesse zero costi sul bilancio della Regione”.

In sostanza, chi si aggiudicava la gara per la piattaforma informatica sarebbe stato “pagato” con una piccola percentuale di ciò che si incassa sugli appalti che si assegnano da parte delle centrali uniche per la committenza (sono tre, quella dell’assessorato all’Economia per beni e servizi sanitari e non; gli urega, che fanno lavori pubblici; la protezione civile per gli acquisti d’urgenza).

“Ora però -continua Baccei – c’è un articolo in discussione nel decreto legislativo all’esame della commissione Bilancio sul codice degli appalti, che abroga la fee sul transato. E quindi stiamo aspettando di capire cosa succede”.

E che c’entra allora Sicilia e-servizi, evocata da Damiani? Qui la sfumatura politica (e polemica) si avverte.“L’avvocato Ingroia ha detto alla stampa che Sicilia e-servizi può occuparsi di tutto – risponde Bacei -. Io ho scritto alla partecipata per capire quanto sia impegnato il personale della società. E stiamo facendo delle verifiche tecniche, che ho chiesto all’ufficio informatica e alla centrale unica rispetto ai punti sollevati dall’avvocato Ingroia”.

Se il Parlamento nazionale facesse saltare la provvigione per gli aggiudicatari su cui si fondava il bando sospeso, la Regione dovrà trovare il modo per finanziarlo con altre risorse.

 

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