PALERMO – E’ stata sgomberata questa mattina la delegazione comunale del quartiere San Giovanni Apostolo di Palermo (Cep). La Polizia municipale è intervenuta liberando i locali comunali, ormai da tempo divenuti la casa di alcune famiglie senzatetto. L’occupazione aveva provocato polemiche e proteste politiche, culminate nl montaggio di una tenda a Sala delle Lapidi da parte di Giuseppe Milazzo (Fi) e nella mozione di sfiducia all’assessore Giusto Catania che però è stata bocciata ieri.
“Lo sgombero è stato motivato con il mantenimento dell’ordine pubblico – dice Giulio Tantillo di Forza Italia – il nostro plauso va alla Polizia municipale, ma l’operazione deve anche essere un monito per tutti: non si possono occupare gli edifici pubblici. Adesso tocca all’assessore restituire immediatamente i locali ai cittadini, senza perdere altro tempo”.
“Questo è un primo passo – dice il deputato Giuseppe Milazzo di Fi – ma l’auspicio è che l’assessore Catania, con il vice sindaco Arcuri, trovi le minime risorse per effettuare gli interventi tampone e riaprire, in attesa di una ristrutturazione più radicale. Non può passare il messaggio che abbiamo buttato fuori dei disperati per tenere i locali chiusi. L’assessore non sa come riaprire i locali, questa è la verità. Vigileremo in questa situazione, si tratta di un presidio di legalità”.
L’immobile è stato sottoposto alla vigilanza, per scongiurare ulteriori occupazioni. “Lo sgombero di oggi – ha dichiarato l’Assessore Catania – organizzato da giorni, è stato effettuato seguendo le normali procedure e la regolare tempistica, a seguito dell’ordinanza firmata dalla dirigente del settore Decentramento, Patrizia Arena. La giunta ha deliberato, mesi fa, il mantenimento della postazione decentrata e la chiusura temporanea era stata determinata dalla necessità di realizzare dei lavori di messa in sicurezza dei locali. Tali lavori potranno ora avere inizio”. “Si è proceduto oggi – afferma il Sindaco – a ripristinare una situazione di legalità, indispensabile perché un ufficio pubblico torni a svolgere la propria attività di servizio ai cittadini”.

