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Che fine ha fatto la pantera?

Da sei giorni non ci sono segnalazioni
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All’indomani delle foto scattate da alcuni uomini del corpo Forestale, le prime immagini – dopo più di venti giorni di ricerche – erano riuscite a immortale i tratti del felino in via Bronte, sembrava che la cattura dell’animale fosse cosa certa e a breve termine. La pantera di Palermo, che gironzola per i boschi e che ama fare anche qualche capatina ogni tanto nelle strade dei quartieri periferici, non solo esisteva e le foto lo dimostravano, ma aveva le ore contate.

Sembrava che in poco tempo Palermo avrebbe potuto vedere in una gabbia di qualche zoo l’insolito felino che per qualche giorno ha alimentato voci, misteri, dicerie, leggende metropolitane e riempito le pagine di cronaca con le notizie dei suoi avvistamenti e delle sue ricerche.

Dopo quelle foto ha fatto seguito l’ennesima segnalazione, la trentesima in poco più di ventitré giorni, registrata dalla sede operativa del corpo Forestale regionale in via Uditore: venerdì sedici luglio la pantera sarebbe stata vista al Fondo Luparello dove pare si aggirasse nei terreni dell’Istituto sperimentale zootecnico regionale in via Rocazzo. E poi? Il nulla.

La pantera di colpo è sparita. Dal sedici di luglio, da più di sei giorni, non si hanno più notizie. Improvvisamente nessuna segnalazione o avvistamento giunge alla Forestale. Si è passati da una media di una segnalazione al giorno dal ventidue di giugno fino al sedici luglio a zero segnalazioni nell’ultima settimana. Una situazione che infittisce ancora di più il mistero sull’animale.

Che fine ha fatto, dunque la pantera? E’ stata uccisa da qualcuno che stanco ed esasperato ha pensato di far da sé prima che ci riuscisse la Forestale? Si è spostata in qualche altra zona? Oppure è morta perché l’animale che aveva vissuto sempre in cattività non riusciva a procurarsi il cibo? Tutti interrogativi che è legittimo porsi e ai quali nemmeno gli uomini della Forestale in questo momento sembrano essere in grado di rispondere.

Gerlando Mazza, uno dei componenti del Cites, nucleo specializzato della Forestale per la tutela della fauna e della flora esotica, in prima linea dal ventidue giugno per la ricerca del felino nei boschi di Palermo, ora non vuole più parlare con i giornalisti e al telefono si affretta a dire: “Ci hanno ordinato di cucirci la bocca, mi dispiace ma non posso rilasciare dichiarazioni”.

Mentre, Giuseppe Chiarelli, ispettore del corpo Forestale regionale, responsabile della cattura e della ricerca del felino, si trincera dietro : “Non so dire, stiamo lavorando”. E i segreti intorno alla famigerata pantera ormai si moltiplicano, soprattutto dopo che l’agenzia di stampa animalista, la “Gea Press” aveva riportato la notizia di una grande operazione della Forestale nella notte tra lunedì e martedì scorso con molti uomini impegnati proprio nei dintorni della pineta di via Bronte vicino alla grande gabbia montata ad hoc per la pantera.

Operazione che, sempre secondo la Gea Press, si sarebbe svolta in gran segreto e in cui gli uomini della Forestale avrebbero usato sangue e resti di cavallo per l’intera zona, tutto ciò per far entrare la pantera nel mirino di un loro tiratore munito di carabina e anestetizzante. Un’ incursione degli uomini della Forestale che l’ispettore Chiarelli si è affrettato a smentire per quanto riguarda le modalità di svolgimento riportate dalla Gea Press.

Ora, però che del felino non si hanno più notizie, il caso della pantera a Palermo più che i tratti di una leggenda metropolitana sembra assumere sempre più quelli di una vera caccia al fantasma. Speriamo solo che non arrivino i Ghostbusters a cercarla.


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