Chi c'è dietro la maschera? | Tutti i 'segreti' del cosplay - Live Sicilia

Chi c’è dietro la maschera? | Tutti i ‘segreti’ del cosplay

Una passione che è arrivata anche in Sicilia. Ma non è solo trasferimento. Parlano i protagonisti.

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PALERMO – Cosplay, ma cosa è? In tanti non conoscono il fenomeno e, alla domanda su che cosa sia, rispondono: ‘cosplay cosa, chi?’. La parola è un neologismo che unisce il gioco (play) al costume e che sottintende il rappresentare un personaggio immaginario dei cartoni, dei fumetti o serie tv, interpretandone il ruolo. Ma essere un cosplayer non significa travestirsi con le maschere del personaggio preferito, è un vero e proprio lavoro di imitazione, cioè ‘giocare’ ad essere qualcun altro, per calarsi completamente negli aspetti caratteriali del soggetto scelto.

“Questa generazione di giovani non è timida, utilizza i media, i social in maniera moderna. I giovani hanno coraggio nell’esprimere i loro interessi e nel travestirsi senza attendere il carnevale. Certo, c’è un business non indifferente. Ci sono youtuber o cosplayer che diventano vere star internazionali e raccontano il loro modo di interpretare il personaggio”, cosi Antonio Scuzzarella, direttore artistico del Palermo Comic Convention festival tenutosi alla Fiera del Mediterraneo nel settembre scorso.

> I cosplay di Palermo FOTO

Dettagliati travestimenti o semplicemente un alter ego, maschere che danzano dietro storie fantastiche, cosi una mamma che preferisce rimanere nell’anonimato e che frequenta quel mondo racconta: “Trascorro ore a scegliere le stoffe e a ingegnare con l’antica macchina da cucire della nonna veri e propri costumi sperando di trarre un bel risultato”.

È possibile osservare cosplayer professionisti con costumi curati nei minimi dettagli (il cui valore può anche raggiungere svariate migliaia di euro) affiancarsi a cosplayer più eccentrici e improvvisati, anticonformisti, per sperimentare nuovi orizzonti possibili. Ma chi sono? Chi c’è dietro le maschere? Professionisti inappuntabili, studenti attratti dalla fantasia e dalla finzione, casalinghe, impiegati, in un contesto che offre la liberazione della fantasia. E non mancano i risvolti occupazionali.

“Lavoro ormai nel mondo dei cosplay da cinque anni, in pratica realizzo costumi su commissioni di terzi. Tutto è iniziato come un passatempo ed è diventato un lavoro a tempo pieno, mi considero ancora un piccolo artigiano, però, considerando che ho iniziato seriamente all’età di diciotto anni, si può sempre crescere” sottolinea Alessandro Aiello, giovane catanese appassionato del fenomeno.

Carola Tarantinom studentessa dell’Accademia delle Belle Arti di Palermo: “Sul fenomeno ci sono due scuole di pensiero: persone che vivono il contest da zero ossia realizzano il costume, il trucco e altre che, per svariate ragioni, acquistano l’abito che indosseranno. In entrambi casi vince la voglia di staccarsi dalla quotidianità e immergersi in un universo fantastico di fantasia”.

Giulia Tornatore, un’altra appassionata, racconta: “Al momento non studio e non lavoro. Questa mia passione è nata due anni fa, quando mi sono recata per la prima volta all”Etna comics’; qualcosa è scattato dentro di me, nel 2017 ho indossato il primo costume. Credo che sia un bel fenomeno non solo per farsi conoscere dagli altri ma anche per fare amicizia con persone nuove e che hanno la tua stessa passione”.

> I cosplay di Palermo FOTO


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