Chi è Salvatore Cirignotta, nuovo manager della Asl 6 di Palermo - Live Sicilia

Chi è Salvatore Cirignotta, nuovo manager della Asl 6 di Palermo

Un magistrato come dirigente
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Un magistrato per guidare l’azienda sanitaria più grande d’Italia. È Salvatore Cirignotta, scelto dalla giunta regionale come manager dell’Asl 6 di Palermo, una delle 17 aziende sanitarie e ospedaliere partoritedalla riforma della Sanità votata nei mesi scorsi dal parlamento regionale.
“Cirignotta è stato scelto perché è un esperto del ramo e perché la Sanità si cambia con le regole”, ha detto al riguardo l’assessore regionale Massimo Russo, anch’egli magistrato. Cirignotta nel 2000 è stato dirigente regionale dell’Asl di Latina, poi è diventato capo del dipartimento sociosanitario della Regione Lazio e nel 2006 commissario straordinario dell’Istituto dei tumori “Regina Elena”. Cirignotta è anche stato, per circa sei anni, direttore generale dei detenuti presso il ministero della Giustizia.   Sa. T.

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Commenti

    Ho avuto la fortuna di conoscere e lavorare con il Cons. Salvatore Cirignotta.
    Non voglio usare i soliti aggettivi, per non apparire inevitabilmente accondiscendente.
    Voglio solo dire che è semplicemente una persona splendida e preparatissima!
    Un sincero in bocca al lupo e buon lavoro.
    Giuseppe

    Dal 1985 al 1989 ho lavorato ( n.q. di Funzionario Giudiziario ) a fianco del Cons. Salvo Cirignotta – al tempo Pretore di Noto – e posso affermare di aver trascorso un periodo lavorativo tra i più intensi e pregnanti della mia lunga permanenza negli Uffici Giudiziari ( faccio il Cancelliere da oltre 32 anni ).
    Dire che in ogni suo atto traspariva una grande preparazione giuridica, a mio avviso, può sembrare riduttivo nella misura in cui i Magistrati dovrebbero essere sempre preparati – ma nel nostro caso oltre alla grande preparazione giuridica – peraltro universalmente riconosciutaGli – posso semplicemente testimoniare della Sua straordinaria capacità di ” trattare ” con il personale di Cancelleria, con gli operatori di P.G. nel senso che prima di tutto Ci trattava come uomini e poi come dipendenti e questo, almeno per me , era motivo di grande serenità e certezza di operare per il giusto.Rimpiango quei tempi.Invidio le persone che hanno la fortuna di lavorare accanto a Lui.
    Posso tranquillamente affermare che, avendoLo conosciuto per ben cinque anni, nel nuovo e prestigioso recente incarico, manifesterà le Sue grandi doti di preparazione giuridica,di immensa professionalità e, sopratutto, di grande umanità – Un sincero in ” Bocca al Lupo “,
    Rosolini – 8/11/2009
    Salvatore Agosta

    Non ho voluto scrivere il mio nome perchè potrebbe sembrare che cerco di ingraziarmi il direttore generale.Ma voglio esprimere tutta il mio compiacimento per il modo in cui sta gestendo questa fase di transizione dell’ASP. Ha dimostrato di conoscere molto bene i meccanismi con cui funzionano gli enti pubblici ed è riuscito a portare nell’ ASP un senso di legalità che da tempo era andato perduto.Ho una grande fiducia in lui e nel suo modo di agire, finora non ha sbagliato una mossa.Disperavo che nell’ Azienda sanitaria potesse capitare un uomo che non fosse ritenuto “buono” perchè funzionale a questo o a quel gruppo,ma “buono” perchè un uomo giusto appartenente alla legge.Il suo è un lavoro duro, che merita riconoscenza, e molto difficile perchè nell’ASP ci sono molte resistenze.Cerco di difendere il suo operato ogni volta che ne ho l’occasione,ritenendo che le parole equilibrate e sensate possano contribuire a smontare le ragioni degli ostinati e dei furbi, che avevano trovato nell’ASP il loro bell’orticello.L’atto aziendale è alle porte e sono fiduciosa che creerà le premesse perchè anche la Sicilia possa dimostrare di essere, almeno nel campo della sanità,una regione in linea con i cambiamenti delle altre regioni più avanzate di noi in termini di assistenza sanitaria.Io non ho la fortuna di lavorare con lui, come Salvatore Agosta del blog precedente, ma sento gli effetti benefici della sua presenza e quindi voglio mandargli anch’io un “In bocca al lupo!”

    Non è stato certamente facile, in un clima di inconcludenza generalizzato come quello in cui versava l’Azienda Sanitaria, aver dato il via a una riforma che ha come obiettivo l’efficienza di altre Regioni o Paesi. Ma ciò che sembrava irrealizzabile poco più di un anno fa , sembra oggi un miracolo. Ciò vuol dire che anche in Sicilia, se si vuole, si possono fare le riforme applicando le semplici regole della buona e trasparente amministrazione. Chi ha avuto l’intelligenza assopita in questi anni da questo stato confusionale, si è ormai reso conto di quanto sia utile pianificare e utilizzare mezzi e risorse con metodo per eliminare l’ approssimazione e la scarsa coordinazione con cui venivano organizzati molti servizi dell’Azienda e spero, inoltre, che i bravi operatori concordino nel constatare che l’ etica non è un optional della Pubblica Amministrazione, ma un requisito essenziale senza il quale nessuna attività lavorativa può essere considerata gratificante per tutti. Ci sono ancora molte resistenze, ma nessuna osa più dichiarare apertamente la propria avversione: i dirigenti hanno riscoperto la responsabilità morale del proprio operato e non possono certo accusare la Direzione di non aver dato l’esempio o di essere stata lacunosa sotto questo aspetto. Non occorre che un Direttore Generale vada molto in giro per farsi conoscere, le azioni intraprese rivelano molto di più di tanti inutili giri. Per la prima volta in Sicilia, un’Azienda pubblica è stata diretta da persone che l’hanno avvicinata agli standard dei paesi più evoluti, Europa compresa, e spero tanto che tutto ciò non andrà mai più perduto.
    E voglio concludere dedicando con riconoscenza alle persone senza le quali tutto ciò non sarebbe stato possibile, al Direttore Generale e ai suoi due più stretti collaboratori, il Direttore Sanitario e il Direttore Amministrativo, gli auguri di Natale con un pensiero di Leonardo Sciascia che mi accompagna ormai da molti anni, qualche volta con amarezza ma oggi con un po’ più di speranza: “Lo Stato è sempre più forte di qualsiasi illegalità”.

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