Da re del Fantasanremo a king dell’Ariston. Tony Pitony, vincitore della serata delle cover insieme a Ditonellapiaga, ha portato la sua irriverenza sul palco più ambito d’Italia regalando una boccata d’ossigeno ad un Festival che stenta a far breccia nel cuore dei telespettatori.
Quella del performer siciliano con la maschera da Elvis era una delle esibizioni più attese. Ma chi è il cantante indie del momento? E perché piace così tanto alla gente?
Chi è Tony Pitony e dove è nato
Tony Pitony è nato nel 1996 a Siracusa, città in cui continua a vivere. Di recente, ha parlato delle sue origini sicule in occasione di un’ospitata al podcast “BSMT” di Gianluca Gazzoli.
“È sdoganato che io sia di Siracusa. Io faccio base lì, vivo lì perché è una città che mi dà tranquillità perché c’è poco da fare – ha svelato il 30enne – Tutti i miei amici sono lì e io voglio mantenere questa tranquillità senza andare a rincorrere delle cose che sono più veloci di me”.
“Se andassi a vivere a Milano, mi troverei dentro un miliardo di cose da fare, gente da conoscere, quindi evito – ha aggiunto – Secondo me, la tranquillità oggi è sottovalutata, è come se tu debba sempre fare di più, sempre più veloce. Io vado a togliere…tutto”.
Perchè Tony Pitony porta la maschera
La sua vita privata è avvolta nel mistero. Tony Pitony ha spiegato così la scelta di indossare una maschera: “Mi protegge dalle rotture…non sopporterei mai l’idea di essere guardato mentre sono al ristorante, non fa per me. Voglio vivere in modo tranquillo”.
“Avevo tre maschere – ha confessato – Questa, quella del Fantasma dell’Opera, e una maschera veneziana bruttissima. Alla fine ho scelto Elvis. Ma non l’ho creata io: chiunque la può comprare ovunque”.
In passato, Tony Pitony ha lavorato come rappresentante di canapa per aziende farmaceutiche. Ha anche vissuto sette anni a Londra calcando ogni tipo di palcoscenico nei musical e nelle produzioni di prosa del West End.
“Ai miei live gente educata che sta al gioco”
“Io non mi reputo un cantante, sono un attore – ha confidato a Gianluca Gazzoli – Per contestualizzarmi occorre ascoltarmi dal vivo, è troppo riduttivo ascoltare una canzone. Tutto gira attorno alla parte attoriale, non alla parola”.
“Sono lo zio brillo che durante la cena canta la canzone sporca. Voglio creare un ambiente di famiglia, nei miei concerti non è mai successo niente di grave, è tutta gente educata che sa stare al gioco”, ha concluso.

La mission del performer siciliano
Artista indipendente e dissacrante, Tony Pitony ha avviato il suo progetto musicale durante il Covid. La sua mission è quella di scardinare il mercato musicale italiano dall’interno a suon di brani scanzonati e politicamente scorretti.
È stato paragonato a Elio e le Storie Tese e agli Skiantos quando lui in realtà aspira ad essere come Andy Kaufman e Jim Carrey. Il performer siciliano, che spopola tra i giovani universitari, trasforma in musica quello che pensiamo ma che non possiamo o ci vergogniamo di dire.
Tony Pitony, chi è e i numeri del suo successo
Per i boomer, il suo exploit è incomprensibile. Eppure Tony Pitony ha conquistato i social diventando un fenomeno virale, domina le classifiche di Spotify con più di 2,5 milioni di ascoltatori mensili e oltre 63 milioni di stream registrati nell’ultimo anno.
Anche dal vivo il suo successo è travolgente. L’ultimo tour ha fatto registrare il tutto esaurito, con la tappa di Milano sold out in appena otto ore e sono già 130mila i biglietti venduti per le date in programma la prossima estate. Il suo habitat naturale è il live che definisce “un’allucinazione collettiva”.
Il passaggio a “X Factor”
Nel 2020 Tony Pitony calcò, senza molta fortuna, il palco di “X Factor”. Sulla carta era un aspirante concorrente, in realtà – come ha fatto sapere in seguito – il suo obiettivo era quello di “trollare” il talent e già allora quello di demolire l’industria discografica. La sua versione rivisitata di “Hallelujah” di Leonard Cohen fece storcere il naso a Manuel Agnelli.
Anche Emma Marrone e Hell Raton dissero “no”. La performance del provocatore mascherato conquistò Mika che non esitò a definirlo un “professionista che si nasconde”. Oggi la stessa Emma si è ricreduta su di lui. “Solo gli stupidi non cambiano idea”, ha detto.

Per Tony Pitony l’arancina è “no gender”
Tony Pitony è stato invitato al Teatro Ariston da Ditonellapiaga. Nella serata dedicata alle cover, i due artisti sono stati protagonisti di un’esibizione in chiave swing e hanno reinterpretato il classico di Frank Sinatra, “The Lady Is a Tramp”, impreziosendolo con inserti che richiamano la tradizione italiana, tra cui “Baciami piccina”.
Il performer siracusano ha messo a suo modo un punto definitivo nell’eterna diatriba tra arancini e arancine optando per il no gender “arancin*”. “Dobbiamo essere inclusivi in prima serata”, ha scherzato. Il finale si è trasformato in un momento ironico e strategico: fiori e frutta consegnati al conduttore Carlo Conti per accumulare punti al Fantasanremo, il popolare gioco legato alla kermesse, di cui lo stesso Tony Pitony interpreta la nuova sigla.
Carlo Conti con la maschera di Elvis
Dopo l’esibizione, il comico Alessandro Siani ha coinvolto Carlo Conti in un divertente siparietto chiedendogli di indossare la maschera di Tony Pitony, completa di occhiali e ciuffo in stile Elvis, ribattezzandolo per l’occasione “Tony Capitony”. In prima fila, la moglie del presentatore ha immortalato la scena con il suo smartphone.
Quest’estate, Tony Pitony si esibirà a Palermo e a Catania. La data di Bagheria, dopo il sold out del primo concerto, è raddoppiata.

