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Non esiste l'autocombustione. Non c'è autocombustione nemmeno a 45 gradi, figuriamoci in questi giorni che nella zona dell'incendio la massima è di 27 gradi e la minima di 21 gradi. Poi non c'è affatto scirocco nella zona. O è incendio doloso o è incendio colposo, di certo non è autocombustione.
La soluzione e' cambiare completamente chi ci amministra , ci vogliono amministratori con esperienza e cattiveria .Il Sindaco e' un parlatore il prefetto leggerino per questa citta'. Per far funzionare il tutto ci vogliono posti di blocco sparsi in tutta la citta' oltre i controlli normali bisogna fare dei controlli sul patrimonio dei fermati chiedere che lavoro fanno e come hanno acquistato il mezzo e poi passare il tutto alla GDF per il controllo. Inoltre responsabilerei i commissariati di zona dovrebbero controlare continuamente il territorio dai venditori abusivi alle cause che provocano il traffico.
Che Carolina Varchi possa diventare sindaco di Palermo sarebbe ottimale è giovane è donna potrebbe essere una ventata di novità e innovazioni per la nostra città
La mafia è schifo, è una piaga purulenti, ma secondo me manca una risposta seria dalla politica, secondo me non c'è volontà....
elevare la Varchi a Sindaco di una città metropolitana come Palermo non sarebbe una cattiva idea. Anche perchè finora i Sindaci di sesso maschile nulla hanno realmente fatto per Palermo


Mamma mia che batosta che prenderanno.
Divisi litigiosi e …. assenti!!
I siciliani, dopo la fallimentare gestione Crocetta non si fidano più della sinistra
Chinnici è una persona perbene, e già questo è un fatto.
Raciti è diventato deputato per grazia ricevuta, esattamente come questi ultimi. Nel rimescolamento sovente capita che chi è sopra finisce sotto e chi è dentro finisce fuori. Ovviamente con la riduzione dei parlamentari Ie “seconde scelte” e i comprimari sono destinati a scomparire. Molto più seria e preoccupante è la situazione della Chinnici, la sensazione è che sia stata lasciata al suo destino. Eppure le condizioni per sperare di vincere ci sono, Schifani verrà impallinato, De Luca toglierà voti al centrodestra, il m5s gode ancora di parecchio consenso. Bisogna crederci.
Frattanto, la virata verso la sinistra estrema c’è tutta. A questo punto, tuttavia, gli osservatori più o meno interessati e, soprattutto, gli accademici del ramo, nonché tutta l’ampia area dei talk show, si trovano a un bivio. Insomma, il nodo gordiano, senza utilizzare la spada, va sciolto. Purtroppo, per tutta questa fiumana di gente più o meno interessata a incanalare l’opinione pubblica verso i propri desiderata, la risposta, più cristallina di così non poteva essere. Mettendo, insomma, l’elmetto in testa, e in modo irreversibile, Letta, il democratico Letta, l’accademico Letta, ha tagliato e buttato alle ortiche gli altri tre anelli della catena ed è tornato alla casella di partenza. In forza di un gioco infantile tanto caro a quel popolo che sulla sorte, non potendo contare su nient’altro che sull’ideologia a tutto tondo, ha sempre puntato.
Se fossi in Cateno De Luca starei già pensando a come festeggiare il 26 settembre.