Chinnici: "Finalmente parliamo di programmi, faremo sintesi" - Live Sicilia

Chinnici: “Finalmente parliamo di programmi, faremo sintesi”

La candidata del fronte progressista a tutto campo.
L'INTERVISTA
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PALERMO – Nei giorni tormentati in cui si cerca di fare sintesi, Caterina Chinnici non si scompone e tende la mano alla coalizione. La “rivoluzione gentile” dell’eurodeputata, lontana anni luce dalle urla scomposte del talk show, sta tutta qui. Scelte, come quella per molti discutibile di non intervenire a gamba tesa nelle vicende della politica siciliana, nascono da una “diversità” che Chinnici rivendica con fierezza.  

Dottoressa Chinnici, come procede il cantiere della coalizione dopo la riunione di ieri?

“Ci sono linee programmatiche che i partiti della coalizione hanno condiviso già alla vigilia delle primarie, ora bisogna andare al dettaglio e convertire il tutto in un programma. Bisogna farlo tutti insieme. Durante l’incontro di ieri sono emerse alcune rigidità, soprattutto da parte del MoVimento 5Stelle, e io, nel mio ruolo, cercherò di fare un lavoro di rilegatura tra le varie istanze. Ciascun partito, naturalmente, è portatore di obiettivi e proposte che considera fondanti. La candidata alla presidenza ne ha a sua volta, ma tutto questo, poi, dovrà trovare sintesi in un piano di lavoro per il buon governo della Sicilia, cioè il programma del campo progressista, da mettere a punto collegialmente con l’adesione dei partiti che dovranno sostenerlo per cinque anni”.

Sui termovalorizzatori non rischia di creare un casus belli con il Pd nazionale? Penso al caso Gualtieri a Roma.

“Non credo. Nel corso delle primarie, quando ho espresso contrarietà alla localizzazione dei due termovalorizzatori siciliani, ho anche detto che i rifiuti che non possono essere trattati vanno smaltiti con sistemi che non peggiorino la qualità dell’ambiente, e questo per me è un punto fermo. Ho anche detto che ne avremmo discusso in seno alla coalizione. I rifiuti non trattabili vanno smaltiti, si tratta di individuare la soluzione più idonea”.

Nei giorni scorsi qualcuno paventava un suo possibile ritiro. Ha mai accarezzato l’idea?

“Nei giorni scorsi, mentre qualcuno paventava, io sottolineavo la necessità di accelerare la stesura del programma di governo, l’urgenza di un incontro della coalizione per parlarne e lavorarci, come poi ho accennato anche pubblicamente all’interno del mio commento sull’election-day. E se parlavo di fare il programma… Con la campagna elettorale improvvisamente alle porte, questo era ormai diventato un passaggio urgente ma, d’altro canto, fino a ieri le condizioni per poterlo fare non c’erano. Il MoVimento 5Stelle siciliano si è trovato in una situazione molto complessa e aveva la necessità di un dibattito interno per affrontarla. Adesso finalmente il confronto sul programma è iniziato”.

Un altro appunto mosso da qualche alleato riguarda la sua assenza nel dibattito siciliano e la sua morbidezza nei confronti degli avversari. Questione di fair play o altro?

“Il mio approccio non corrisponde a quel ‘dover essere’ dominante in politica. È diverso, filosoficamente e culturalmente. Un approccio praticato, ma stavolta voglio anche dichiararlo, perché forse questo può aiutare a capire. Io sono Caterina Chinnici, la persona che la coalizione progressista ha scelto come candidata, e sono Caterina Chinnici sempre. Partecipo a una competizione elettorale per vincere, sì, ma non perché altrimenti vincono gli altri: è per realizzare idee e progetti, per lavorare al servizio della collettività, in questo caso per dare alla Sicilia, la terra che amo, un governo autorevole, con forte connotazione istituzionale, capace di produrre buona amministrazione. Ciò di cui voglio parlare è il programma da proporre alle persone. Non faccio rulli di tamburi, né commenti su qualsiasi cosa, né attacchi per spirito di contrapposizione, non partecipo a polemiche di campanile o di altro genere. Non cerco di occupare continuamente spazi mediatici, non mi sento su un ring. Il mio tratto è la pacatezza e, chissà, forse anche quella potrà servire per una svolta, se i siciliani mi affideranno la guida della Regione”.

Chi le piacerebbe avere in squadra? Ci può già fare il nome di qualche possibile assessore?

“La squadra la formerò d’intesa con la coalizione, ne discuteremo. La cosa certa è che le persone dovranno essere scelte per capacità e competenze”.


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Commenti

    Penso che la sintesi si farà grazie al simbolo del partito: PD = Poltrone e divani

    La prima cosa intelligente che sento dai politici della Sicilia. Il resto improponibili.

    Nessuno come Chinnici scalda i cuori degli elettori di sinistra, che non vedono l’ora di partecipare agli infuocati comizi di Caterina.

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