Chiusura Tar, Confconsumatori: |"Taglio senza alcuna analisi"

Chiusura Tar, Confconsumatori: |”Taglio senza alcuna analisi”

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"L’abolizione delle sezioni staccate si configura - scrive l'associazione - come una perdita secca di tutele per il cittadino".

CATANIA – Da recenti notizie di stampa si è appreso che il Governo avrebbe approntato uno schema di decreto legge, di prossima approvazione, che prevede l’abolizione delle sezioni staccate dei Tar a far data dal primo ottobre 2014. La Confconsumatori, rileva che il taglio delle sezioni staccate non è stato preceduto da alcuna seria analisi governativa sulle ricadute del provvedimento, che interessa, solo in Sicilia, quasi tre milioni di cittadini della parte orientale.

Tutti gli operatori del settore concordano sul fatto che la soppressione delle sezioni distaccate dei TAR, segnatamente di quelle più importanti, tra cui Catania, Lecce e Salerno, non comporterà alcun risparmio di spesa effettivo, considerato che i TAR dei capoluoghi di regione – in particolare il TAR Palermo – sono allocati in strutture già sature ed insufficienti alle stesse esigenze del TAR sede. Pertanto, i locali dismessi nelle periferie dovranno essere acquistati o locati nel capoluogo di Regione. Il personale, d’altronde, ancor quando fosse mobilitato sul TAR capoluogo o verso altri comparti della pubblica amministrazione, resterà a carico dell’erario, come lo è oggi, e lo stesso dicasi dei magistrati.

Sgombrato il campo da una pretesa operazione di spending review, l’abolizione delle sezioni staccate si configura, nella sostanza, come una perdita secca di tutele per il cittadino. La Confconsumatori rileva che il TAR Catania ha giurisdizione su ben cinque province della Sicilia orientale e su una popolazione residente di 2.607.277 unità (Catania con 58 Comuni e 1.077.113 abitanti, Messina con 108 Comuni e 648.062 ab., Siracusa con 21 Comuni e 399.469 ab., Ragusa con 12 Comuni e 310.220 ab. ed Enna con 20 Comuni e 172.413 ab.).

Il cittadino utente del servizio giustizia residente nelle province più meridionali troverebbe il suo giudice naturale a Palermo e cioè a 300 – 350 Km. di distanza. L’utente di Catania a 250 Km. L’utente di Enna o di Messina sarebbe comunque più distante da Palermo che da Catania. Ciò premesso, tutta l’utenza della Sicilia Orientale dovrebbe sostenere, in prospettiva, costi di difesa aggiuntivi, considerato che il difensore di prossimità dovrebbe collegarsi e remunerare un difensore domiciliatario su Palermo, per supplire alla variegata attività processuale di accesso all’ufficio giudiziario, già svolta presso la sezione staccata di Catania. A ciò si aggiungano i costi di trasferta e di alloggio nel capoluogo siciliano almeno il giorno precedente l’udienza camerale o pubblica di trattazione del ricorso.

Un’elite, i cittadini più ricchi, potrebbero anche sopportare l’aggravio (che si stima tra i mille ed i duemila euro) mentre la gran parte dei privati sarebbe costretta a rinunciare alla tutela dei propri diritti ovvero a non servirsi del difensore prossimo, per contenere in parte la spesa, con evidente vulnus al rapporto fiduciario che contraddistingue il mandato difensivo. Non solo, ma anche rivolgendo l’occhio alla spesa pubblica allargata, che grava non solo sul cittadino consumatore-utente del servizio giustizia ma su tutti cittadini, non si avrà alcun risparmio di spesa, poiché gli enti pubblici minori e organismi di diritto pubblico (219 Comuni, vari Consorzi, società pubbliche, gestori di pubblici servizi, ecc.) dovranno affrontare costi aggiuntivi di difesa e di trasferta dei difensori esterni/interni che poi ribalteranno sui propri cittadini e utenti, attraverso l’aumento dei tributi locali e delle tariffe, ovvero, nel caso di improbabili trasferimenti erariali, sulla collettività nazionale.

Confconsumatori, ritiene che il Governo, anziché operare, com’è il caso, solo a danno del cittadino, sottraendo ulteriori tutele (già conculcate da esorbitanti aumenti del contributo unificato giudiziario, il ticket di accesso al TAR, arrivato, nell’importo minimo, ad € 650,00, che è già il più alto d’Europa, cinque volte superiore a quello inglese, che è il secondo più caro, e 100 volte quello bulgaro che è di 5 €) debba aprire dei tavoli di confronto con gli operatori del settore (magistrati, avvocati e loro associazioni) per verificare utili correttivi al codice del processo amministrativo varato nel 2010 (e già rimaneggiato nel 2011 e nel 2012) per rendere la giustizia amministrativa celere ed efficiente.

L’esperienza fallimentare dell’accorpamento delle sezioni staccate al Tribunale ordinario capoluogo del circondario non ha evidentemente insegnato nulla al Governo. L’accorpamento, partito a settembre 2013, ha comportato l’imbarbarimento delle udienze civili del Tribunale di Catania, con gli avvocati ed i loro assistiti che stanno pigiati come sardine, quasi in apnea, costretti a redigere i verbali d’udienza in piedi, senza appoggi, con difficoltà persino a raggiungere ed interloquire col Giudice, per non parlare dello smarrimento e/o non reperimento, da mesi, di molti fascicoli delle cause provenienti dalle sezioni distaccate, con evidente allungamento dei processi e disorientamento degli assistiti.

Proprio per evitare la reiterazione del reato di “mala giustizia” anche nell’ambito della giustizia amministrativa, la Confconsumatori si appella al buon senso del Governo e della deputazione della Sicilia, auspicando che, ai diversi livelli di responsabilità, ogni modificazione della geografia giudiziaria sia concordata con gli operatori del settore, che meglio conoscono le esigenze e le peculiarità del territorio, e sia giustificata da reali e verificabili interessi pubblici, senza diminuzione delle tutele e dei presidi di legalità (soprattutto in un territorio afflitto da criminalità organizzata e diffusa corruzione) e senza compressione del diritto di difesa costituzionalmente garantito, non dimenticando che il sistema delle tutele dei diritti e degli interessi dei cittadini e delle imprese in particolari materie (quali quelle dell’ambiente, della concorrenza e degli appalti pubblici) trova ormai fondamento, sovraordinato al diritto nazionale, anche nel diritto dell’Unione Europea.

La Confconsumatori, pertanto, si associa ed appoggia tutte le iniziative in cantiere, previste anche nei prossimi giorni, a tutela del diritto dei cittadini ad una giustizia amministrativa celere, prossima e dai costi non proibitivi, regolati dal mercato e non da effetti indotti da riforme non adeguatamente meditate e calate dall’alto.

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