MELZO (MILANO) – Il piano era stato preparato alla perfezione, ma non avevano fatto i conti con due imprevisti: un confidente delle forze dell’ordine e una addetta alle pulizie che li ha sorpresi nel magazzino. Sei rapinatori, di cui cinque palermitani, sono finiti in manette perché accusati di aver cercato di rapinare la filiale della Bcc di via Martiri della Libertà a Melzo (hinterland est di Milano).
Chi è finito in manette
Si tratta di Vito Leale, 61 anni, Luigi Verdone (54), Giampiero Renzetti (43), Benito Lo Re (41), Giuseppe Liotti (31) e Santo Russo (34), quest’ultimo di Catanzaro ma che vive a Milano da anni.
Il piano
Gli agenti della squadra mobile di Milano hanno ricevuto un segnalazione da Palermo che parlava di una banda di rapinatori in arrivo a Milano per compiere un colpo con la tecnica del buco. “Successivi accertamenti hanno portato gli agenti a ritenere che uno degli obiettivi fosse proprio la filiale di Melzo della Banca del Credito Cooperativo”, hanno fatto sapere gli investigatori di via Fatebenefratelli. Sono quindi scattati i servizi di sorveglianza.
Il blitz è iniziato intorno alle 7.30 lunedì 11 marzo. I rapinatori si sono mossi all’alba da Peschiera Borromeo, hanno lasciato a Liscate la Volkswagen Polo con la quale si muovevano abitualmente e sono saliti a bordo di una Panda e un’Audi che li seguiva, fino ad arrivare nel piano interrato dell’edificio della banca, dove si trovano i parcheggi per i dipendenti. Una volta lì hanno forzato una delle porte antipanico per poi risalire fino al piano terra, dove si trova l’ingresso principale della banca. In questo locale hanno aperto un buco nel muro che li ha portati all’interno dell’istituto bancario. Il piano era di attendere che qualcuno dei dipendenti arrivasse per poi sfondare definitivamente il muro separatorio e accedere all’interno degli uffici senza rischiare di far scattare l’allarme, immobilizzare i dipendenti e attendere l’apertura delle casse temporizzate.
L’inconveniente
A mandare in fumo il piano è stata una addetta alle pulizie dell’edificio. La donna ha aperto la porta dello stanzino per attivare il pulsante per l’apertura degli ingressi e si è ritrovata davanti i quattro col volto coperto, che a quel punto sono scappati, non prima di aver minacciato l’addetta alle pulizie: “Non chiamare la polizia sennò ti veniamo a cercare”. Hanno fatto poca strada, gli agenti li attendevano all’esterno. È stato bloccato anche il loro autista che li stava aspettando a bordo di una macchina rubata e con targa clonata.
