Assalto al portavalori | Scatta il quarto arresto - Live Sicilia

Assalto al portavalori | Scatta il quarto arresto

Un frame dei video delle telcamere

Dopo il colpo da 100mila euro scattarono 2 arresti. In manette oggi anche Giusto Lo Bocchiaro VIDEO

PALERMO
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PALERMO – Sarebbe il quarto componente del commando che nell’agosto dello scorso anno assaltò un portavalori in corso dei Mille fuggendo poi con un maxi bottino da centomila euro. La squadra mobile di Palermo la scorsa notte ha arrestato Giusto Lo Bocchiaro, 42enne di Falsomiele: già Sorvegliato Speciale nel 2014, era finito in manette nel 2006 durante un’operazione antimafia.

Figlio di Giuseppe Lo Bocchiaro, capo del mandamento mafioso di Santa Maria di Gesù, avrebbe ricoperto il ruolo di esattore del pizzo. Il primo agosto del 2015 il commando entrò in azione intorno alle otto del mattino, quando il portavalori stava consegnando del denaro presso un ufficio postale di corso dei Mille. Le indagini condotte dalla sezione Antirapina hanno consentito di risalire e individuare il quarto componente del commando, i primi tre erano già stati fermati dopo il colpo.

In base alla ricostruzione degli investigatori, all’arrivo del furgone portavalori due uomini bloccarono la guardia giurata che si trovava davanti all’ufficio postale, mentre gli altri tre  andarono verso la guardia giurata scesa dal furgone portavalori con in mano un sacco che conteneva i soldi. Dopo avergli puntato una pistola alla testa, lo disarmarono e si impossessarono del bottino. Durante le fasi della fuga, uno dei rapinatori perse il cappellino da baseball che indossava, venne recuperato dagli agenti.

Fondamentali durante le immagini le immagini estrapolate dai sistemi di videosorveglianza dell’ufficio postale e i rilievi sul cappellino trovato per strada, che hanno permesso di effettuare l’esame del dna e di risalire a Lo Bocchiaro. Dalle indagini è emerso come il gruppo stesse progettando già da tempo il colpo: i malviventi infatti avevano già effettuato numerosi sopralluoghi sul posto e un mese prima si erano appostati davanti allo stesso ufficio postale, per rapinare il portavalori che sarebbe giunto poco dopo. Quel tentativo però andò in fumo. Le indagini sono ancora in corso per risalire al quinto componente della banda.


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