Lascia un commento
Commenti
Articoli Correlati
Gli ultimi commenti su LiveSicilia
Non sono solo i dipendenti del Dipartimento Bilancio a non aver ricevuto alla data odierna il FORD 2025 ma anche quelli di altri Dipartimenti Turismo incluso.
Parete che non tiene conto delle lamentele dei cittadini che dissentono da questo parere per l’evidente incapacità di gestire un evento che si ripete sempre.
Solidarietà ai bersagli delle polemiche del fondatore della gay street: i palermitani, gli extracomunitari, gli islamici, il comune, le forze di polizia, le istituzioni.
Da allora cosa è cambiato? Basta guardare fiilis di Palermo per sapere che non ci sono cambiamenti. A tutt'oggi mancano le strutture di accoglienza e parcheggi per i diversamente abili. Manca il senso civico e la comprensione della gente. Manca l'empatia. Disabile= frodabile, dimenticato soprattutto per approfittatori.
La regione se ne frega di controllare.. Queste.. Strutture. E ' suo dovere! Vergogna.


Occorre salutare Alitalia e cominciare a ratificare un accordo con Air Malta!
Sono anni che lo dico. Garantirebbe voli continui da tutti gli aeroporti siciliani per l’Italia e l’estero!
Se una persona capisse che i soldi non crescono sugli alberi ma si hanno con le tasse dei cittadini, questo aeroporto andrebbe chiuso. Se non si paga Ryanair non ci vuole volare nessuna compagnia. Palermo è troppo vicino, il bacino di utenza di trapani è piccolissimo, circa 400 mila persone che non hanno nessuna difficoltà a raggiungere il vicino aeroporto di punta raisi. Quello che si deve migliorare è il collegamento trapani/marsala/mazara/castelvetrano/castellammare/Alcamo con l’aeroporto di punta raisi.
Se tutte le province piccole ragionassero come trapani avremmo 2000 aeroporti che non si tengono in piedi senza soldi pubblici. Basti vedere che fine han fatto aeroporti come Parma, Forlì o Cuneo quando gli enti locali han cominciato a non pagare più Ryanair
Concordo. Ma oggi il vero problema è un altro. Il M5s si è intestato una politica volta a nazionalizzare l’Alitalia che, ove avesse successo, a parte il botto che ci costerebbe, comporterebbe l’espulsione delle compagnie low-cost da tutti gli aeroporti del nostro Paese. Per l’utenza sarebbe una mazzata che la riporterebbe indietro di 20 anni, quando la mobilità aerea era solo per i ricchi. Per taluni territori periferici a vocazione turistica, come la Sicilia, la pietra tombale su ogni speranza di sviluppo turistico. Ma Di Maio non ci sente da nessuna di queste 2 orecchie.