PALERMO – Un nuovo valzer di poltrone, un’altra riorganizzazione degli uffici dopo neanche otto mesi dall’ultima. Al comune di Palermo la burocrazia non ha praticamente pace: l’amministrazione Orlando ha infatti sottoposto ai sindacati uno schema di riorganizzazione che da un lato dovrebbe correggere l’attuale assetto di uffici e servizi, che presenta più di una pecca, e dall’altro riallacciare il dialogo con i rappresentanti dei lavoratori dopo il durissimo scontro sui dirigenti a causa della mancata concertazione sul taglio agli stipendi.
Lo schema è assolutamente provvisorio e subisce continue variazioni, anche se le prime indicazioni sono comunque significative. Viene soppresso per esempio il servizio Statistica, mentre il Patrimonio torna nuovamente al Bilancio così come l’Inventario. Ridefinito l’ufficio per il Contenzioso, vede la luce un servizio ad hoc per le Politiche abitative presso l’area del Bilancio.
Nell’area della Cultura salta il servizio Attività culturali e vengono ridefiniti il capo area e gli Archivi. Grandi novità anche al Decentramento, visto che spuntano due dirigenti per le circoscrizioni: uno per la Prima, Seconda, Terza e Quarta circoscrizione e il secondo per le restanti quattro; istituito il servizio Cimiteri, vengono accorpati Anagrafe e Stato civile e viene ridefinito l’Elettorato.
Viene soppressa la Mobilità urbana, mentre si sposta il servizio Assegnazioni delle Attività sociali. Sparisce l’ufficio fondi Extracomunali e viene ridefinito il ruolo del capo dell’area amministrativa delle Infrastrutture; alla Pianificazione del Territorio farà il debutto l’ufficio amministrativo. In totale sono 75 i dirigenti in pianta stabile, cui aggiungere i 14 a tempo determinato, ancora non scelti nonostante siano passati due mesi dall’avviso, e i due fuori dotazione organica per il Coime, dove comunque resta vuota la tabella del responsabile.
Andando alle categorie, cui corrispondono le fasce di retribuzione, promozione in vista per il vicecomandante della Polizia municipale che da Bv passa a A1v; declassamenti invece per altre poltrone come, per esempio, Economato, Innovazione e Vivibilità, che passano da B a B1, e o Espropriazioni che scendono da A1 a B. A conti fatti, diminuiscono le fasce intermedie e aumentano quelle più basse così da far quadrare i numeri e recuperare in altro modo le economie figlie del mini-taglio orizzontale agli stipendi.
Questa, come detto, è ancora una proposta suscettibile di continue variazioni, ma comunque la scelta di procedere a una riorganizzazione è di per sé una notizia visto che l’ultima risale ad appena lo scorso settembre, così come lo è la volontà dell’amministrazione di evitare lo scontro frontale dopo quello dei dirigenti. I sindacati sono stati convocati per mercoledì 22 aprile.
La Cgil, comunque, ha avanzato una sua controproposta: “Serve una vera riorganizzazione della macchina comunale – dice Paola Caselli – che possa strutturarsi sui sistemi di servizi da implementare e migliorare per lo sviluppo sostenibile della città”. Il sindacato nel suo documento, dopo aver ricordato le 13 riorganizzazioni effettuate in due anni e mezzo, punta il dito contro una proposta “bilanciata su machiavellici equilibri o disequilibri di riassetto e sui costi della dirigenza, lavorando sostanzialmente su spostamenti di fascia dirigenziale senza peraltro raggiungere nemmeno il risultato minimo di rendere omogenei per carichi di lavoro e responsabilità i servizi appartenenti alla stessa fascia. Una proposta fondata su aspetti marginali, che nulla hanno a che vedere con le grandi e complesse tematiche che interessano oggi la città e quindi la sua amministrazione; una proposta sulla quale la Fp Cgil esprime una posizione estremamente critica, evidenziandone la natura frammentaria e disorganica”. Per questo la Cgil propone la creazione di una rete di uffici più piccoli che agiscano su specifiche linee di progetto, un’area per la gestione del patrimonio comunale, un’area per la gestione del territorio, un’area di servizi per il dialogo con i cittadini, un’area della formazione che inglobi sport e cultura e un ripensamento delle attività produttive.

