Sant'Egidio, Abramo:| "Svuotiamo il mare dall'odio" - Live Sicilia

Sant’Egidio, Abramo:| “Svuotiamo il mare dall’odio”

Oggi ricorre l'anniversario dello sbarco che nel 2013 commosse l'intera città.

la tre giorni senza frontiere
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CATANIA – La tre giorni senza frontiere: giocare come bambini per sognare da adulti. Si è aperta martedì con un’assemblea gioiosa e colorata la tre giorni promossa dalla Comunità di Sant’Egidio che si concluderà l’undici agosto. A darsi appuntamento più di seicento migranti e centinaia di italiani che condividono il sogno di costruire la “società del convivere” attraverso momenti dedicati al gioco, all’integrazione e alla memoria.  A presentare l’evento Sebastian Intelisano della Comunità di Sant’Egidio che ha ricordato che “tre giorni senza frontiere” è una storia di amore di chi ha incontrato i migranti sin dal 2013, durante il tragico sbarco del 10 Agosto, e si è innamorato di quelle vite arrivate, o spezzate dal mare, costruendo famiglia e comunità. Ad offrire la propria testimonianza  il Vice Sindaco di Catania, Marco Consoli, che ha ribadito come il tratto umano e accogliente della città sia frutto del lavoro e della passione di tanti che non hanno smesso di accogliere; il commissario prefettizio del Cara di Mineo, Giuseppe Caruso, Dario Monteforte, proprietario del Lido Verde, che proprio il 10 Agosto 2013 chiuse lo stabilimento balneare in segno di lutto; Il Contrammiraglio Nunzio Martello, che ha mostrato un commovente video riguardante le operazioni di salvataggio nel Mediterraneo e che ha parlato del carattere umanitario del lavoro della Guardia Costiera.

Il presidente della Comunità Islamica di Sicilia Kheit Abdelhafid ha parlato dell’accoglienza come dialogo tra le religioni, incontro e cultura. A chiudere l’evento Emiliano Abramo della Comunità di Sant’Egidio che ha commosso la platea difendendo senza se e senza ma i soccorritori che stanno in mare. Non brutalizziamo anche noi gli uomini del mare, specialmente i soccorritori che stanno in mare. Il loro lavoro assomiglia tanto a quello di un bambino che prova a svuotare il mare con un bicchiere. Per i grandi è un illusione, per i bambini è un impegno. Io sto con gli illusi, perché ho visto che con il loro bicchiere hanno svuotato il Mediterraneo dalla paura di morire di tanti e poi un bambino non avrebbe mai detto di un uomo incontrato a mare ‘carne umana’, ma ci avrebbe giocato, come ci apprestiamo a fare noi in questi giorni”. Un appello ripreso anche nella giornata odierna.

Oggi in occasione dell’anniversario del tragico evento del 2013, Abramo ha pronunciato parole controcorrente richiamando tutti al valore di ogni vita umana condannando le logiche di contrapposizione alimentate dal vento xenofobo. Abramo ha citato Don Lorenzo Milani. “ Se voi avete il diritto di dividere il mondo in italiani e stranieri, allora io dirò che, nel vostro senso, io non ho Patria e reclamo il diritto di dividere il mondo in diseredati e oppressi da un lato, privilegiati e oppressori dall’altro. Gli uni son la mia Patria, gli altri i miei stranieri”, ha detto invitando tutti a “svuotare il mare dall’odio”. “Forse abbiamo adesso più chiaro qual è la nostra patria e Sant’Egidio si vanta di aver camminato sempre non accanto, ma con,  in mezzo ai diseredati sentendoli propria patria. Lo ribadisco non per vana gloria, ma per dire a tutti che è possibile”, ha detto Abramo. E ha aggiunto: “Svuotare il mare dall’odio, dall’indifferenza è ciò che compete a noi donne ed uomini della terra ferma, ma soprattutto amici di Dio”.


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Commenti

    Sarei curioso di leggere i bilanci della Comunità di Sant’Egidio per capire quanto costano agli italiani le belle parole del sig. Abramo.

    Saremmo curiosi di sapere quanto ci costano i “centri d’accoglienza” e le elargizioni di nostro danaro nelle mani di migranti.

    Se magari chi parla di stranieri, di clandestini e di accoglienza facesse atto di umiltá dando la parola a chi ha titolo e competenza sui temi trattati ( come ad esempio ai nostri ragazzi emigrati o ai passati nostri migranti in Belgio, Germania, Svizzera, ecc…), si accorgerebbero che proprio lor signori, vissuti sempre a pancia piena e a carico dei genitori in bambagia, non hanno idea di cosa sia l’emigrazione dignitosa, rigorosa a termini di legge, e onesta per fame. Facessero un passo indietro certi bei personaggi, magari continuando a gestire la loro ricca borghese vita buonista.

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